E' stato trasferito e ora anziché mansioni operative ha compiti da ufficio. Ma il capitano di fregata Gregorio De Falco, che tutti conoscono per il naufragio della Costa Concordia e per il modo in cui ha trattato Francesco Schettino, non ci sta. "Sono stato trattato in maniera vessatoria. Non so
se sia mobbing, non lo so. Non mi piace quello che mi è stato fatto, credo possa essere o debba essere censurato". Così ha detto in Senato durante l'audizione in Commissione Lavori Pubblici richiesta dal senatore del Pd Marco Filippi. "Dopo vent'anni di servizio - aggiunge De Falco - ricevere un incarico senza alcuna valenza, senza alcuna responsabilità diretta, per essere pagato per niente non mi piace, non mi va". "Il provvedimento di avvicendamento - ha detto ancora De Falco - lo ritengo un atto che assume connotazioni di vessazione, pesante vessazione e demansionamento. tanto da essere pronto a lasciare". Per De Falco nel nuovo incarico il suo apporto "non ha più alcuna valenza". Impugnerà il provvedimento? Lascerà le Capitanerie? "Valuto qualunque ipotesi - ha risposto - al momento è astratta ma può trovare concretezza nel momento in cui questo lavoro per me non dovesse avere più alcun significato", risponde lui. "Al momento è un'ipotesi astratta ma può trovare concretezza nel momento in cui questo lavoro per me non dovesse avere più alcun significato".

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