È stato arrestato a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, il latitante A. R. A localizzarlo sull'isola caraibica sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Torino, con l'ausilio del II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza e dello
Strategic and Competitive Intelligence Professionals (Scip) - III Divisione Interpol. Torinese, 69 anni, si era rifugiato a Santo Domingo, facendo perdere le proprie tracce in Italia, l'estate scorsa, poco prima della definitiva conferma da parte della Corte di Cassazione, l'11 luglio 2014, della condanna a 6 anni e mezzo di reclusione, inflittagli dalla Corte di Appello di Torino l'11 aprile 2013. Condannato in primo grado a 8 anni di carcere, la sentenza, infatti, era stata parzialmente riformata in secondo grado, con una riduzione della pena, ma con la sostanziale conferma dell'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata, in concorso con G. L., in relazione al fallimento di diverse società del gruppo T. H. I. S.r.l., dagli stessi amministrato ed attivo nella gestione di alberghi e ristoranti di lusso. Accusato di aver causato un dissesto finanziario per oltre 40 milioni di euro, che includeva indebiti prelievi di denaro dalle casse societarie per 15 milioni di euro, l'ex gestore dell'alta ristorazione si sentiva ormai al sicuro all'ombra delle calde spiagge dominicane, fino a quando è stato localizzato nella Repubblica caraibica e riportato in Italia per scontare la condanna.
Strategic and Competitive Intelligence Professionals (Scip) - III Divisione Interpol. Torinese, 69 anni, si era rifugiato a Santo Domingo, facendo perdere le proprie tracce in Italia, l'estate scorsa, poco prima della definitiva conferma da parte della Corte di Cassazione, l'11 luglio 2014, della condanna a 6 anni e mezzo di reclusione, inflittagli dalla Corte di Appello di Torino l'11 aprile 2013. Condannato in primo grado a 8 anni di carcere, la sentenza, infatti, era stata parzialmente riformata in secondo grado, con una riduzione della pena, ma con la sostanziale conferma dell'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata, in concorso con G. L., in relazione al fallimento di diverse società del gruppo T. H. I. S.r.l., dagli stessi amministrato ed attivo nella gestione di alberghi e ristoranti di lusso. Accusato di aver causato un dissesto finanziario per oltre 40 milioni di euro, che includeva indebiti prelievi di denaro dalle casse societarie per 15 milioni di euro, l'ex gestore dell'alta ristorazione si sentiva ormai al sicuro all'ombra delle calde spiagge dominicane, fino a quando è stato localizzato nella Repubblica caraibica e riportato in Italia per scontare la condanna.

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