Esattamente un anno e mezzo fa, il 15 gennaio 2011, guidando a velocità folle la sua Bmw per le strade di Campobello di Mazara, comune in provincia di Trapani, travolse un'altra auto uccidendo tre delle quattro persone a bordo: due bambini di 10 e 12 anni, e la loro madre di 37. Eppure, il responsabile di quell'omicidio colposo plurimo non farà neanche un giorno di carcere. Ieri, infatti, il gip di Marsala ha condannato Fabio Gulotta, il 22enne che era alla guida della Bmw, a 2 anni con la sospensione della pena. Un epilogo dovuto al fatto che il giovane, che secondo l'accusa al momento dell'incidente guidava in stato d'ebbrezza, ha patteggiato la pena. Nel violento impatto la Bmw trascinò per diversi metri l'utilitaria chefinì la sua corsa contro una saracinesca. L'unico a salvarsi da quel tragico schianto fu il capofamiglia, un ufficiale dell'Aeronautica, il quale però non resse al dolore della scomparsa dei suoi cari, suicidandosi pochi mesi dopo l'impatto. Sgomento il fratello della donna che morì nell'incidente, il quale ha commentato con amarezza la sentenza, sottolineando come lo "Stato italiano tutela chi uccide le persone".
Via: TM News
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Borsellino: no a revisione processo, pena sospesa per 8
La corte d'Appello di Catania ha dichiarato inammissibile, al momento, l'istanza di revisione del processo per la strage di via D'Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta 19 anni fa, ma ha sospeso la pena per gli otto condannati in via definitiva. La revisione era stata chiesta dalla Procura generale di Caltanissetta dopo che il pentito Gaspare Spatuzza li ha scagionati, autoaccusandosi della strage. ''La Corte d'Appello di Catania ha ritenuta valida la nostra impostazione per la richiesta di revisione per il processo della strage di via D'Amelio, e lo dimostra la sospensione della pena di 8 imputati condannati. Non ci sorprende invece l'inammissibilita' della revisione perche' i giudici hanno aderito ad un'orientamento giurisprudenziale della Cassazione''. Lo ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari commentando la decisione della Corte d'Appello di Catania. La revisione e' stata dichiarata inammissibile dalla Corte d'Appello di Catania perche' i giudici si sono adeguati alla giurisprudenza secondo cui in presenza di una sentenza definitiva, qual e' quella di via D'Amelio, affinche' si possa celebrare un nuovo processo occorre un'altra sentenza definitiva che accerti la responsabilita' di persone per calunnia, come in questo caso.
Via: Adnkronos
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