Stupra la nipotina di 5 anni, nonno arrestato in Molise

Avrebbe abusato della nipotina di 5 anni, approfittando dell'assenza dei genitori. I carabinieri di Bojano (Campobasso), hanno arrestato un anziano di un piccolo centro dell'entroterra molisano. Il provvedimento è stato eseguito sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Vasto (Chieti) per violenza sessuale aggravata. L'episodio, sul quale hanno indagato i carabinieri di Vasto (Chieti), si sarebbe verificato il 6 gennaio scorso. Era il giorno dell'Epifania, i genitori della vittima si erano allontanati dalla roulotte in dotazione della famiglia, per andare in paese a sbrigare delle commissioni. La piccola era stata affidata al nonno, che avrebbe dovuto badare a lei. È stata la madre della piccola a presentare la denuncia dopo aver notato qualcosa che non andava nella sua bambina. Lo ha fatto recandosi nella caserma dei carabinieri di Vasto. I militari hanno avviato le indagini secondo le quali la vittima sarebbe stata molestata proprio dal nonno.

Via: LEGGO

Yara, il criminologo: uccisa a mezz'ora dal rapimento, le polemiche

Yara Gambirasio «è stata uccisa subito, nel giro di mezz'ora dal rapimento» e il suo corpo «probabilmente è stato sempre lì dove è stato trovato» sabato scorso, in un campo di sterpaglie a 10 chilometri da casa della tredicenne. Ad ucciderla «non è stato un serial

Yara: autopsia sospesa, esame non ancora completato

Non e' ancora terminata l'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio la 13enne bergamasca scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre scorso e trovata senza vita solo due giorni fa, esattamente a 3 mesi di distanza. Dal primo pomeriggio di ieri i medici legali guidati dalla anatomopatologa Cristina Cattaneo stanno esaminando ogni dettaglio del corpo della piccola, ormai in avanzato stato di decomposizione. Dalle 14.30 circa, i medici sono al lavoro, c'e' stato solo il tempo di qualche piccola pausa per riprendere il fiato poi per l'intero pomeriggio hanno continuato a lavorare sui resti per dare elementi utili agli investigatori. In mattinata il pm Letizia Ruggieri aveva incontrato gli investigatori e l'equipe di medici. Gli inquirenti, infatti, si aspettano proprio dagli esami medici le prime risposte sul caso di Yara. Se ormai e' quasi certo che la 13enne sia morta subito dopo la scomparsa resta da stabilire il modo in cui e' stata uccisa, quante coltellate le sono state inferte e se l'assassino ha abusato di lei. Attualmente l'esame medico non e' ancora terminato e ci vorranno almeno due settimane per conoscere poi gli esiti dei campioni prelevati sul corpo di Yara. Nessuna indiscrezione, al momento, emerge sull'autopsia.

Afghanistan, l'alpino ucciso: «La mia vita è la carriera militare»

Il tenente Massimo Ranzani, 37 anni, originario di Ferrara, e residente a Santa Maria Maddalena, nel comune di Occhiobello in provincia di Rovigo, appartenente al quinto reggimento alpini di stanza a Vipiteno, è morto e altri quattro soldati sono rimasti feriti gravemente nell'ovest dell'Afghanistan a seguito dell'esplosione di una bomba. È stata accolta con «profondo dolore» tra gli alpini della caserma Salsa di Belluno, sede del settimo Reggimento alpini, la notizia della morte del tenente. Ranzani aveva svolto servizio a Belluno per qualche anno, fino al 2004, come sottufficiale, prima di diventare ufficiale e essere riassegnato a Vipiteno. Daniele Chiarioni, sindaco di Occhiobello, non sa darsi pace per la morte in Afghanistan del tenente Massimo Ranzani, originario di questa terra così come in questa cittadina era cresciuta la prima vittima rodigina caduta in Afghanistan il 28 luglio dello scorso anno, il maresciallo Mauro Gigli. Il sindaco rileva che la notizia della disgrazia è stata portata ai genitori che vivono nella frazione di Santa Maria Maddalena dal comandante dei carabinieri di Castelmassa e dal comandante della stazione locale. Nelle prossime ore l’amministrazione comunale deciderà sul lutto cittadino. Chiusi nel dolore, ma orgogliosi del loro figlio: accanto a Mario e Iole Ranzani, i genitori di Massimo Ranzani, nella villetta a Occhiobello ci sono alcuni familiari e rappresentanti dell’esercito, tra cui il comandante del quinto Reggimento Artiglieria Contraerea di Rovigo e Padova. «Non voglio sposarmi perché facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia». Così si era confidato ad un’amica di Santa Maria Maddalena (Rovigo), Massimo Ranzani. A raccogliere queste parole era stata Paola Guerzoni che aveva incontrato Ranzani proprio lo scorso Natale, quando il tenente era tornato a casa per salutare i genitori. Il tenente e' stato promosso al grado di capitano. Lo rende noto lo Stato maggiore dell'Esercito. Le condizioni dei quattro militari del 5/o reggimento alpini ricoverati presso l'ospedale da campo di Shindand 'non destano preoccupazioni e nessuno di loro e' in pericolo di vita'. Lo sottolinea lo Stato maggiore della Difesa.