Victor Silva Diaza, soprannominato 'El Gordo', l'uruguaiano reo confesso dell'omicidio della giovane veneta Federica Squarise, uccisa a Lloret de Mar in Spagna nell'estate del 2008, è stato condannato dal tribunale spagnolo a 17 anni e 9 mesi di reclusione. Lo riferisce l'avvocato Agnese Usai, legale della famiglia Squarise. Il 'Gordo' è stato condannato per abuso sessuale e per omicidio volontario. Al 'Gordo', fa sapere l'avvocato, è stata concessa l'attenuante della collaborazione. E' stato condannato anche al risarcimento di 160mila euro ai genitori della vittima. ''Faremo ricorso in Cassazione" contro la sentenza del tribunale spagnolo, ha annunciato all'Adnkronos il legale della famiglia. "Ci ha stupito il fatto che gli sia stata concessa l'attenuante della collaborazione - prosegue - Era inizialmente scappato, si era fatto aiutare. Noi abbiamo sempre sostenuto che quelli non erano certo requisiti di una collaborazione: è vero che ha confessato ma solo quando è stato preso". Per i giudici invece, spiega il legale, la confessione è arrivata prima della formale comunicazione del fatto che era indagato. Da qui il riconoscimento dell'attenuante. I genitori di Federica "sono molto dispiaciuti", riferisce Usai, che ha parlato con la famiglia della vittima dopo la sentenza.
Fonte: Adnkronos
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Papa: 1300 panettoni a detenuti, iniziative per eliminare pena morte
Milletrecento panettoni per i detenuti di Rebibbia, in omaggio dal Papa. In vista della sua visita nel carcere romano in programma il 18 dicembre, Benedetto XVI ha infatti destinato ai reclusi dell' istituto di pena i panettoni che gli hanno consegnato ieri mattina,
Yara Gambirasio: Dna dell'assassino forse di un figlio illeggittimo
Il Dna dell'assassino di Yara? Potrebbe anche essere di un figlio illegittimo. Non lo esclude l'avvocato dei genitori di Yara Gambirasio, Enrico Pelillo, riferendosi al Dna ritrovato sugli indumenti della ragazza. Un anno dopo la scomparsa della 13enne ci si interroga su chi, il 26 novembre 2010, ha rapito e ucciso la giovane promessa della ginnastica ritmica. ''Quello che non e' chiaro - dichiara in una intervista rilasciata in esclusiva a ''Chi l'ha visto?'' - e' che la familiarita' del Dna non e' la familiarita' dell'anagrafe. Difficile andare a cercarla con i cognomi, perche' possono esserci un sacco di figli illegittimi che non si chiamano con il cognome di quello che di cui e' stato individuato il ceppo familiare''. Quanto all'atteggiamento della famiglia Gambirasio, secondo l'avvocato Pelillo ''e' assolutamente condivisibile: ''Ritengo che il pudore nei sentimenti sia da apprezzare. Non dimentichiamoci che hanno una famiglia e altri figli da crescere''. I 10mila Dna prelevati non hanno fatto luce sul possibile killer. Delle quattro tracce trovate sui vestiti della giovane di Brembate due sono certamente dell'assassino: quella trovata sui leggings e quella sugli slip.
Web: vendevano uniformi e distintivi forze armate, 128 denunciati
Vendevano e compravano online uniformi e distintivi delle forze dell'ordine. Denunciate 128 persone dalla tenenza della guardia di finanza di Sora. Al termine dell'operazione 'Uniform and Badges', le fiamme gialle hanno smascherato un traffico illecito di oggetti riservati a polizia e militari. Le indagini erano partite in seguito a un aumento, nella provincia di Frosinone, di casi di usurpazione del titolo. Partendo da questi episodi le fiamme gialle hanno scoperto che su un noto sito di aste online era possibile acquistare uniformi, distintivi, placche e palette, tutti simboli di riconoscimento riservati a polizia e militari o a collezionisti con specifica licenza e che e' vietato vendere a chi non e' iscritto nell'apposito registro di pubblica sicurezza. L'indagine informatica, condotta con il supporto tecnico-investigativo del nucleo speciale frodi telematiche della guardia di finanza (Gat) e in stretta collaborazione con il Fraud investigation team di Ebay Europe, ha consentito di identificare 128 persone residenti in tutta Italia. Tutte le persone identificate sono state deferite alla procura della Repubblica presso il tribunale di Cassino e denunciate per aver venduto senza licenza o acquistato senza averne titolo gli equipaggiamenti.
Fonte: Adnkronos
Iscriviti a:
Post (Atom)



