Approvato pacchetto sicurezza, giro di vite per squillo e ultras violenti

Il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto sicurezza, composto da un decreto legge e da un disegno di legge, con misure per la lotta alla criminalità organizzata, per la sicurezza urbana, per quella nelle manifestazioni sportive e per il rafforzamento
dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia. Il governo ha «espresso un plauso al ministro Maroni» per il suo impegno sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata. Lo ha detto Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi per illustrare le nuove misure. Ampio il capitolo della sicurezza urbana messo a punto, con un giro di vite contro la prostituzione in strada e l’accattonaggio. Sarà applicata la misura del foglio di via per chi esercita la prostituzione su strada violando le ordinanze dei sindaci in materia. Il prefetto disporrà del concorso delle forze di polizia per assicurare l’attuazione delle ordinanze in materia di sicurezza urbana. Trova posto nel decreto il rafforzamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, definita da Maroni la «punta di diamante» nel contrasto alle mafie. «Pensiamo che l’Agenzia possa procedere all’autofinanziamento consentendo di mettere a reddito una parte di questi beni». Sempre nel decreto ci saranno inoltre misure contro la violenza negli stadi, come il ripristino dell’arresto in flagranza differita, cioè a distanza di 48 ore dal fatto, per gli ultras responsabili di incidenti. I cittadini dell’Unione europea che soggiornano nel nostro paese oltre i 90 giorni senza avere i requisiti previsti dalla normativa europea, potranno essere espulsi per motivi di ordine pubblico esattamente come avviene nei confronti degli extracomunitari. Nel pacchetto anche la liberalizzazione della connessione Internet. Vengono superate così le restrizioni imposte dai decreti Pisanu, che era state inserite in seguito agli allarmi terrorismo del 2005 e che scadranno il prossimo 31 dicembre.


Fonte: La Stampa

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