Il 3 giugno del 2007 attraversarono il centro dell'Aquila in occasione di una manifestazione nazionale contro il carcere duro. Un'iniziativa che voleva appoggiare le proteste della brigatista rossa, Nadia Desdemona Lioce, detenuta nel carcere dell'Aquila e sottoposta al carcere duro dopo la sentenza passata in giudicato per gli omicidi dei giuslavoristi Massimo D'Antona e Marco Biagi. Ieri mattina il Tribunale dell'Aquila ha posto la parola fine al secondo troncone del processo. Il primo si era chiuso con le condanne a due anni di reclusione, di giovani, soprattutto veneti ed emiliani per apologia di reato ed imbrattamento delle mura dei palazzi del centro storico. Le ultime condanne ieri nei riguardi di altri 12 manifestanti, tutti giovani, accusati di aver rotto le recinzioni sistemate fuori il super carcere di Preturo per far sentire la loro voce ai detenuti in regime "duro". Il pubblico ministero Fabio Picuti aveva chiesto per gli imputati 5 anni di reclusione. Il corteo nonostante slogan provocatori non causo' i disordini temuti. Durante il passaggio per il centro dell'Aquila, pero', i muri di palazzi storici vennero imbrattati con bombolette spray prima di danneggiare la rete di recinzione del carcere delle Costarelle, dove e' rinchiusa la Lioce.

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