Il magistrato Alberto Cisterna, uno dei vice del procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, è indagato dalla Procura di Reggio Calabria per il reato di corruzione in atti giudiziari. L'iscrizione di Cisterna sul registro degli indagati sarebbe un "atto dovuto" per procedere agli accertamenti sulle rivelazioni fatte da Antonio Lo Giudice, il pentito che dopo l'arresto si è autoaccusato di una serie di attentati contro la Procura calabrese tra gennaio e agosto 2010. Secondo quanto riferito, ai magistrati Lo Giudice ha anche raccontato che suo fratello Luciano (condannato tra l'altro per usura e estorsione) si era rivolto ad Alberto Cisterna per la scarcerazione di un altro fratello, Maurizio, e dopo il "buon esito" dell'accordo "Luciano mi disse che gli aveva fatto un regalo, e mi fece intendere soldi, molti soldi". La Procura di Reggio vuole ora verificare le dichiarazioni di Lo Giudice, anche per certificare l'attendibilità del pentito. Non è la prima volta che Cisterna viene accostato a Luciano Lo Giudice. In relazione all'arresto nel 2008 del boss della 'ndrangheta Pasquale Condello, la polizia accertò oltre settanta contatti telefonici tra i due, "in gran parte da ricollegare al ricovero del figlio di Luciano Lo Giudice, un bambino di tre anni autistico. Mi chiese se poteva essere curato in un ospedale specializzato", aveva spiegato il magistrato.
Via: TMNews

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