Una scossa di magnitudo 3.2, registrata dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 03.47, è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova. Le località più vicine all'epicentro sono: Rolo (Re), Novi di Modena,
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Visualizzazione post con etichetta Procura nazionale antimafia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Procura nazionale antimafia. Mostra tutti i post
Relazione Dna: è allarme omicidi, dispendio risorse con Ciancimino
La mafia, dopo un anno di tranquillità, torna ad uccidere in Sicilia. Mentre il carcere duro e le intercettazioni sono strumenti imprescindibili per la lotta alla criminalità organizzata. Questi alcuni dei contenuti fotografati dalla relazione 2011 sul crimine organizzato che la Procura nazionale antimafia, diretta da Pietro Grasso, ha consegnato alla Commissione antimafia presieduta da Giuseppe Pisanu, che la ha resa pubblica. Il dato più inquietante sarebbe il ritorno dell'uso dell'omicidio come strumento per la risoluzione di problemi dell'organizzazione, abbandonato per tutto il 2010. Secondo la relazione "il carcere duro é imprescindibile" nella lotta alla mafia, per questo deve essere potenziato e mai attenuato. Dato l'elevato numero di detenuti sottoposti (686 nel 2010) a questo regime carcerario servono finanziamenti per nuove strutture detentive. Per la Procura Nazionale Antimafia le dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, ai magistrati di Palermo e Caltanissetta sulla cosiddetta trattativa tra Mafia, spesso prive di logica e coerenza, hanno comportato "complesse ed articolate indagini a riscontro con enorme e inutile dispendio di risorse umane e materiali".
Via: La Repubblica
Dalla Chiesa, 29 anni fa la strage: restano zone d'ombra
Si celebra oggi a Palermo con una messa e la deposizione di una corona il 29esimo anniversario della strage di mafia con cui vennero uccisi il generale Carlo Alberto della Chiesa, la moglie, Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ha deposto una corona di fiori sotto la lapide che, in via Isidoro Carini, ricorda la strage. Erano presenti il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il prefetto Umberto Postiglione e il questore Nicola Zito, l'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, magistrati e vertici della polizia di Stato a Palermo, dell'Arma dei carabinieri e della guardia di finanza. Nel delitto Dalla Chiesa, massacrato a colpi di kalashnikov mentre era in auto con la moglie, il ruolo esecutivo della mafia è ormai accertato da tempo. A distanza di 29 anni dall'eccidio, però, restano intatte le zone d'ombra e come sottolineano le sentenze la "coesistenza di specifici interessi - anche all'interno delle istituzioni - all'eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla capacità del generale".
Fonti: ANSA | La Repubblica
Mafia: indagato vice Antimafia, la Procura vuole vederci chiaro
Il magistrato Alberto Cisterna, uno dei vice del procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, è indagato dalla Procura di Reggio Calabria per il reato di corruzione in atti giudiziari. L'iscrizione di Cisterna sul registro degli indagati sarebbe un "atto dovuto" per procedere agli accertamenti sulle rivelazioni fatte da Antonio Lo Giudice, il pentito che dopo l'arresto si è autoaccusato di una serie di attentati contro la Procura calabrese tra gennaio e agosto 2010. Secondo quanto riferito, ai magistrati Lo Giudice ha anche raccontato che suo fratello Luciano (condannato tra l'altro per usura e estorsione) si era rivolto ad Alberto Cisterna per la scarcerazione di un altro fratello, Maurizio, e dopo il "buon esito" dell'accordo "Luciano mi disse che gli aveva fatto un regalo, e mi fece intendere soldi, molti soldi". La Procura di Reggio vuole ora verificare le dichiarazioni di Lo Giudice, anche per certificare l'attendibilità del pentito. Non è la prima volta che Cisterna viene accostato a Luciano Lo Giudice. In relazione all'arresto nel 2008 del boss della 'ndrangheta Pasquale Condello, la polizia accertò oltre settanta contatti telefonici tra i due, "in gran parte da ricollegare al ricovero del figlio di Luciano Lo Giudice, un bambino di tre anni autistico. Mi chiese se poteva essere curato in un ospedale specializzato", aveva spiegato il magistrato.
Via: TMNews
Grasso: boss Iovine non sta collaborando, colloquio in carcere
Il boss dei Casalesi Antonio Iovine, recentemente arrestato, non sta collaborando. Lo precisa il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che, in merito a notizie di stampa, 'esclude nella maniera piu' assoluta qualsiasi ipotesi di avvio di collaborazione' da parte del boss. Grasso ha sottolineato che il suo colloquio con Iovine nel carcere di Badu e Carros rientra nelle attivita' da lui svolte in relazione al 'particolare spessore del detenuto'. Antonio Iovine iniziò presto la sua carriera criminale, difatti il soprannome "o' ninno" (il bambino) gli venne affibbiato proprio perché venne arrestato in giovane età. Iovine proviene anche da una famiglia di tradizione camorristica; suo fratello Carmine venne ucciso nel 1994, sua sorella Anna è stata arrestata per estorsione, suo parente era anche Mario Iovine, fedelissimo di Antonio Bardellino, ucciso in Brasile nel 1991. Il 19 giugno 2008, nel processo d'appello del maxiprocesso Spartacus, viene condannato in contumacia alla pena dell'ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Il 17 novembre 2010 ha terminato una latitanza durata 14 anni, tratto in arresto dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Napoli in un covo a Casal di Principe, nella quinta traversa di via Cavour, in casa di Marco Borrata, considerato un suo fiancheggiatore.
Fonte: ANSA
Via: Wikipedia
Iscriviti a:
Post (Atom)



