"Voglio essere curato, ho diritto a essere curato". E' l'appello che Bernardo Provenzano ha affidato al suo legale, Rosalba Di Gregorio. "In questo momento la situazione di Bernardo Provenzano e' pessima" ha detto l'avvocato, "potrebbe morire da un momento
all'altro poiche' le sue condizioni neurologiche e fisiche generali non rendono possibile intervenire con una chemio o con qualsiasi altra terapia per bloccare la ripresa del tumore alla prostata. E' giusto che Provenzano, che e' riconosciuto colpevole di qualcosa, paghi il suo debito, pero' in condizioni di vita carceraria adeguate alla societa' civile. Vorrei avere la fortuna di trovare un soggetto medico che sia disponibile a visitarlo come consulente di parte. Non ci sono molti soggetti disponibili ad andare a visitare Provenzano". L'avvocato Di Gregorio ha poi spiegato: "Quello che e' stato sottovalutato sia all'interno della perizia sia nei provvedimenti successivi e' il problema cerebrale. C'e' stata un'ischemia che ha bruciato, nel 2010, una parte del cervello e da qui residuo', come un fatto neurologico a caduta, un riflesso simile al Parkinson. Abbiamo un soggetto che in questo momento non e' in condizione di accudire se stesso". Arrestato l'11 aprile 2006, Provenzano era ricercato sin dal 9 maggio 1963, con una latitanza record di 43 anni.
all'altro poiche' le sue condizioni neurologiche e fisiche generali non rendono possibile intervenire con una chemio o con qualsiasi altra terapia per bloccare la ripresa del tumore alla prostata. E' giusto che Provenzano, che e' riconosciuto colpevole di qualcosa, paghi il suo debito, pero' in condizioni di vita carceraria adeguate alla societa' civile. Vorrei avere la fortuna di trovare un soggetto medico che sia disponibile a visitarlo come consulente di parte. Non ci sono molti soggetti disponibili ad andare a visitare Provenzano". L'avvocato Di Gregorio ha poi spiegato: "Quello che e' stato sottovalutato sia all'interno della perizia sia nei provvedimenti successivi e' il problema cerebrale. C'e' stata un'ischemia che ha bruciato, nel 2010, una parte del cervello e da qui residuo', come un fatto neurologico a caduta, un riflesso simile al Parkinson. Abbiamo un soggetto che in questo momento non e' in condizione di accudire se stesso". Arrestato l'11 aprile 2006, Provenzano era ricercato sin dal 9 maggio 1963, con una latitanza record di 43 anni.
Via: AGI

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