Trentadue indagati per lo scandalo degli esami fantasma dell'Università di Palermo: coinvolti tre impiegati e un gruppo di laureati, giovani e meno giovani, tra i quali c'e' Alessandro Alfano, il fratello dell'ex guardasigilli, indagato per concorso in frode informatica. Secondo i legali della difesa, sarebbe da escludere il coinvolgimento del loro assistito, dal momento che egli avrebbe sostenuto regolarmente tutti gli esami. Secondo i magistrati alcuni studenti, con l'aiuto di dipendenti infedeli degli uffici amministrativi, avrebbero fatto figurare nel loro libretto universitario esami in realtà mai sostenuti. La vicenda venne alla luce nel settembre del 2010 in seguito a una denuncia del rettore Roberto Lagalla che segnalò il caso di una laureanda scoperta poco prima della discussione della tesi: controlli incrociati evidenziarono infatti che la studentessa non aveva superato alcuni esami. Le indagini si concentrarono sopratutto sulla facoltà di Economia e Commercio e un'impiegata era stata immediatamente licenziata, altri due sospesi. Il sospetto principale della sezione pubblica amministrazione della Squadra mobile del capoluogo siciliano è che dietro ci sia un giro di denaro.
Via: Rai News24

continuo a chiedere: come si svolgeva la tecnica? La mia impressione: utilizzavano verbali veri di esami veri; questi studenti alla vigilia della laurea si ritrovavano ad affrontare la seguente battuta: il verbale si è perso, ce l'ha il libretto? ciò è successo anche in medicina! quindi bisogna seguire la traccia dei verbali persi.
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