Botte, umiliazioni e sevizie ai danni di detenuti del carcere romano di Regina Coeli: le compivano almeno in sei. Non solo guardie carcerarie ma anche personale sanitario. Fra cui il medico del reparto della settima sezione, Rolando Degli Angioli, per il quale il pm
Francesco Scavo ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso, falso e violenza privata. E infermieri come Luigi Di Paolo, ora accusato di violenza privata. Contro di loro, militanti di una sorta di 'codice rosso' in vigore dietro le sbarre, ci sono le testimonianze delle stesse vittime. "Mi tenevano in piedi per non farmi dormire - racconta ai magistrati Oltean Gavrila, uno dei romeni accusati dello stupro di gruppo della Caffarella, il 14 febbraio del 2009 e finito nel carcere di Regina Coeli". Per sottrarsi alla punizione, Gavrila si attacca a una bottiglia di detersivo e il 19 febbraio viene trasferito in infermeria. Da qui chiede di parlare con un magistrato al quale racconta tutto. Si tratta di Vincenzo Barba, uno dei pm del caso Cucchi. Ma le indagini sono scattate grazie ad una vittima celebre: Julien Monnet, ingegnere francese di 37 anni finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della figlia. Ma il suo caso, seguito da Palazzo Farnese, ha portato all’apertura di un fascicolo giudiziario.
Francesco Scavo ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso, falso e violenza privata. E infermieri come Luigi Di Paolo, ora accusato di violenza privata. Contro di loro, militanti di una sorta di 'codice rosso' in vigore dietro le sbarre, ci sono le testimonianze delle stesse vittime. "Mi tenevano in piedi per non farmi dormire - racconta ai magistrati Oltean Gavrila, uno dei romeni accusati dello stupro di gruppo della Caffarella, il 14 febbraio del 2009 e finito nel carcere di Regina Coeli". Per sottrarsi alla punizione, Gavrila si attacca a una bottiglia di detersivo e il 19 febbraio viene trasferito in infermeria. Da qui chiede di parlare con un magistrato al quale racconta tutto. Si tratta di Vincenzo Barba, uno dei pm del caso Cucchi. Ma le indagini sono scattate grazie ad una vittima celebre: Julien Monnet, ingegnere francese di 37 anni finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della figlia. Ma il suo caso, seguito da Palazzo Farnese, ha portato all’apertura di un fascicolo giudiziario.
Fonte: Il Corriere della Sera

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