Prima operazione antimafia dell’anno in Sicilia. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un sequestro di beni di proprieta' di Daniele Di Cavolo, originario di Paternò, elemento di rilievo collegato alla consorteria mafiosa
catanese di 'cosa nostra' e alle 'famiglie' operanti in altre province siciliane. Si tratta di conti correnti bancari, appezzamenti di terreno, immobili e numerose societa', per un valore di oltre 50 milioni di euro. Secondo l'accusa dal luglio 2003 all'agosto 2006 l'indagato, attraverso diverse aziende, avrebbe gestito appalti per oltre 50 milioni di euro. Daniele Di Cavolo era stato già arrestato nel 2003 nell’ambito dell’operazione "Obelisco", riguardante alcune infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Di Cavolo, allora titolare della "Esperia Costruzioni", sita a Paternò, fu assolto dall’accusa di aver favorito la mafia ma, secondo l’accusa, sarebbe ancora al centro di un meccanismo di gestione di appalti pubblici. Per lui e per altri dieci indagati le accuse erano di associazione mafiosa finalizzata al controllo e alla gestione degli appalti pubblici in tutta la Sicilia, nonché di associazione a delinquere semplice finalizzata alla turbativa d’asta.
Fonte: Quotidiano Italiano
Via: AdnKronos
Foto: DIA

Nessun commento:
Posta un commento