Vietati i piercing e alcuni tatuaggi che possono offendere gli usi e i costumi di altri popoli. L’Esercito italiano dichiara guerra ai tatuaggi, vietandoli ai militari nelle "parti visibili del corpo" e ovunque se hanno, tra l’altro, "contenuti osceni, razzisti" o possano portare discredito alle Istituzioni e alle Forze armate. Anche i piercing, poi, sono vietati "su qualsiasi parte del corpo". È quanto prevede una direttiva sulla "regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito", che porta la data 26 luglio 2012 e che è stata pubblicata sul sito forzearmate.org. Fonti dello stato maggiore dell'Esercito sottolineano che la direttiva ''non è stata ancora diramata'' e che ''i contenuti sono ancora oggetto di approfondimento e valutazione, fermo restando che tale iniziativa è stata presa in analogia a quanto già disciplinato da altre forze armate''. Bisogna infatti considerare ''i riflessi negativi che il ricorso a tatuaggi o piercing possono avere sulla capacità del singolo di assolvere determinati incarichi operativi, nonché eventuali aspetti sanitari''. D'ora in poi quindi avere un tatuaggio può comportare l'esclusione dal Corpo. In Italia, il 4,7% degli adolescenti ha un tatuaggio, il 2,7 più d’uno e il 23,1% ha un piercing.
Via: La Stampa
Foto dal web

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