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Esercito: vietati piercing e tatuaggi razzisti od osceni sul corpo dei militari

Vietati i piercing e alcuni tatuaggi che possono offendere gli usi e i costumi di altri popoli. L’Esercito italiano dichiara guerra ai tatuaggi, vietandoli ai militari nelle "parti visibili del corpo" e ovunque se hanno, tra l’altro, "contenuti osceni, razzisti" o possano portare discredito alle Istituzioni e alle Forze armate. Anche i piercing, poi, sono vietati "su qualsiasi parte del corpo". È quanto prevede una direttiva sulla "regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito", che porta la data 26 luglio 2012 e che è stata pubblicata sul sito forzearmate.org. Fonti dello stato maggiore dell'Esercito sottolineano che la direttiva ''non è stata ancora diramata'' e che ''i contenuti sono ancora oggetto di approfondimento e valutazione, fermo restando che tale iniziativa è stata presa in analogia a quanto già disciplinato da altre forze armate''. Bisogna infatti considerare ''i riflessi negativi che il ricorso a tatuaggi o piercing possono avere sulla capacità del singolo di assolvere determinati incarichi operativi, nonché eventuali aspetti sanitari''. D'ora in poi quindi avere un tatuaggio può comportare l'esclusione dal Corpo. In Italia, il 4,7% degli adolescenti ha un tatuaggio, il 2,7 più d’uno e il 23,1% ha un piercing.

Via: La Stampa
Foto dal web

Ascoli, sesso proibito nella caserma: Parolisi e altri 10 militari indagati

Una decina di militari dell'esercito della caserma Emidio Clementi di Ascoli Piceno - quella dove prestava servizio il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, in carcere da un anno con l'accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea - "stanno per essere indagati" dalla Procura militare di Roma per i rapporti sessuali con le soldatesse di stanza nella struttura. Secondo le indiscrezioni di Panorama gli indagati, tra cui lo stesso Parolisi, dovranno rispondere su tre ipotesi di reato: minaccia a inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, minaccia o ingiuria a un inferiore e violata consegna. Il codice penale militare ancora non contempla le molestie sessuali. Il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, ha ascoltato circa 200 persone tra ufficiali, sottufficiali e soldatesse, alcune ormai fuori dalle forze armate e ha raccolto un'ampia documentazione che porterà alla fase decisiva dell'inchiesta. Secondo Panorama, sono emerse anche violazioni di carattere disciplinare che saranno segnalate allo stato maggiore dell'Esercito per eventuali provvedimenti. Il 235° reggimento Piceno è l'unico dedicato all'addestamento delle donne soldato e la Procura sta interrogando centinaia di persone.

Fonte: Panorama
Via: AGI
Foto dal web