Venezia: clandestini e prostitute, bloccata banda italo-cinese - video

Le Fiamme Gialle del Gico di Venezia, coordinate dalla Dda lagunare, hanno eseguito una vasta operazione nei confronti di un'organizzazione criminale composta da cinesi e da insospettabili "colletti bianchi" italiani che, nel giro di alcuni anni, grazie al traffico di
clandestini e allo sfruttamento della prostituzione di cittadine cinesi, aveva creato un vero e proprio impero economico. Le indagini, supportate anche dal II Reparto del Comando Generale e dallo Scico, hanno portato all'emissione, da parte del Gip del Tribunale di Venezia, di una raffica di provvedimenti: circa 450 finanzieri hanno eseguito 9 custodie cautelari in carcere, 2 arresti domiciliari e 3 divieti di dimora, nonché sequestrati 60 tra appartamenti, negozi, centri massaggi cinesi, un hotel, auto di lusso e conti correnti bancari, per un valore di almeno 20 milioni di euro. Il meccanismo era quello di fare investimenti immobiliari e commerciali grazie ai soldi illeciti derivanti dallo svolgimento di pratiche di immigrazione o ricongiungimento familiare di cinesi, in parte poi avviati alla prostituzione, avvalendosi della collaborazione di alcuni italiani esperti nello sfruttare il sistema burocratico che regola l'immigrazione. Il sistema era capeggiato da Luca Pan Keke, detto "il Re di via Piave" (Mestre), che proprio in quella zona aveva avviato la sua attività.


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