I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di quattro società romane, tutte operanti nel settore della telefonia mobile. Il provvedimento, emesso dal Gip del locale Tribunale è il risultato di
complesse e laboriose indagini disposte dalla Procura di Roma - Dda, diretta dal Procuratore Capo che hanno consentito di far luce su quel fenomeno criminale e di grave allarme sociale delle "intestazioni fittizie" di schede telefoniche, risultate in uso anche ad esponenti della criminalità organizzata. L'attività dei finanzieri ha colpito quei "dealer", da qui il nome dell'operazione, che si sono prestati a fornire ausilio alle organizzazioni criminali, consentendo l'acquisto ovvero l'intestazione fittizia di schede telefoniche per fini illeciti. Nel dettaglio, le Fiamme Gialle del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, nel corso delle indagini, hanno riscontrato come esponenti, anche di spicco, del mondo malavitoso locale e nazionale, per le loro conversazioni telefoniche, al fine di eludere i controlli da parte delle Forze di Polizia, fossero soliti avvalersi di Sim card intestate ad ignari cittadini, anche stranieri, completamente inconsapevoli dell'illecito utilizzo dei propri dati personali. In alcuni casi, le schede erano intestate addirittura a nomi di fantasia e dunque a soggetti inesistenti. Un significativo contributo alle investigazioni è stato fornito dalla Direzione Nazionale Antimafia. La base dell'organizzazione è stata individuata all'interno di un "normalissimo" negozio di telefonia, situato al quartiere "Appio - Latino", dove il principale indagato gestiva, in prima persona, la vendita delle schede telefoniche. Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo delle 4 società individuate, considerandole strumentali al compimento dei reati accertati, per un valore totale di stima pari a circa 700.000 euro.
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