Siria: navi da guerra italiane a tutela del contingente Unifil in Libano

Due navi militari italiane sono partite alla volta delle coste libanesi con il compito - a quanto si apprende - di assicurare una maggiore tutela dei militari italiani in forza al contingente Unifil che opera nel sud del Libano in base alla risoluzione 1701 dell'Onu adottata nel 2006. L'operazione non sarebbe strettamente legata - viene fatto filtrare in ambienti della Difesa - alla situazione in Siria. Attualmente il comandante in capo dell'Unifil è un italiano, il generale di divisione Paolo Serra. L'unità militare salpata è il cacciatorpediniere Andrea Doria, dotata di tecnologia per il controllo dello spazio aereo, e una volta giunta al largo delle coste libanesi svolgerà attività di vigilanza e pattugliamento. L'altra nave, la fregata Maestrale, è invece "in approntamento" e salperà nelle prossime ore. Il caccia Andrea Doria è una nave moderna (varata nel 2005), già schierata nel canale di Sicilia in occasione della crisi libica per proteggere il territorio italiano e le altre unità presenti in zona da eventuali attacchi aerei o missilistici da parte della Libia. Si tratta di un cacciatorpediniere da difesa aerea di nuova generazione, dotato di un sistema missilistico "PAAMS" per lancio di missili Aster 15 e Aster 30. È anche dotata di due lanciarazzi e due lanciasiluri. Ha un elicottero imbarcato e 195 uomini di equipaggio. Insieme al Doria salperà verso il Libano anche la fregata Maestrale, varata il 2 febbraio 1981, oggetto di una recente azione di ricondizionamento delle capacità operative. È anch'essa una unità missilistica dotata tra l'altro di sistema "TESEO" a 4 rampe e 2 lanciasiluri da 533 mm. singoli, che ha partecipato a numerosi missioni, di recente soprattutto sul versante anti-pirateria. Ha due elicotteri  AB-212 A/S imbarcati e 225 uomini di equipaggio.

Fonte: La Stampa
Via: AGI
Foto dal web

Nessun commento:

Posta un commento