Madagascar, linciati e bruciati vivi dalla folla: tra le vittime un italiano

Era italiano uno dei tre uomini linciati dalla folla sull'isola di Nosy Be, in Madagascar, perché sospettati di essere trafficanti d'organi. La conferma è arrivata dalla Farnesina, dopo che la polizia locale aveva fatto sapere che aveva un passaporto italiano e si chiamava Roberto Gianfalla. Il caso è stato seguito da un corrispondente consolare, perchè l'Italia non riconosce l'attuale governo del Madagascar, nato da un golpe. L'incidente è stato scatenato dall'arresto di un uomo, avvenuto mercoledì, in relazione alla scomparsa di un bambino. Gli altri due uomini uccisi sono un francese di nome Sébastien e un malgascio, secondo alcune fonti lo zio del bambino di otto anni di cui il ritrovamento del cadavere con i genitali e la lingua recisi ha scatenato la furia della gente. Una folla di locali ha assaltato la stazione di polizia dove l'uomo era tenuto in custodia, accusandolo di essere stato pagato per asportare gli organi del bambino. Il capo del distretto non ha confermato se l'uomo, come dichiarato ieri dalla polizia, avesse anche la nazionalità francese. Ma ha precisato che il suo visto era scaduto e si trovava quindi in situazione irregolare in Madagascar. Sébastien Judalet l'altro uomo ucciso ieri, era invece entrato in Madagascar il 15 settembre con un visto turistico per 60 giorni, secondo il capo del distretto, che ha visto il suo passaporto. Il documento mostra che l'uomo ha fatto frequenti visite nel paese. L'identità delle due vittime è stata confermata anche dalla polizia. L'ambasciata francese in Madagascar ha diramato un avviso ai cittadini francesi invitandoli a non recarsi sull'isola di Nosy Be, una delle più apprezzate dai turisti ed esortando tutti gli stranieri presenti sull'isola a non uscire in strada e a non recarsi sulla spiaggia dove, secondo le notizie diffuse, sarebbero stati arsi vivi i due stranieri.

Fonte: Rai News24
Via: Adnkronos
Foto dal web

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