dall'avvocato Alessandro Santoro. Il giudice della prima sezione civile, Orietta Micciché, ha infatti «accertato - come si legge nel dispositivo della sentenza - il contenuto diffamatorio in danno di Enzo Boccolato della frase contenuta a pagina 291 del libro intitolato "Gomorra"», nella parte in cui «l'autore prospetta che Enzo Boccolato insieme ad Antonio La Torre "si preparavano anche a tessere una grande rete di traffico di cocaina"». Il giudice ha quindi condannato «Saviano e Arnoldo Mondadori Editore Spa (editore del libro, ndr) in via tra loro solidale al risarcimento del danno subito da Enzo Boccolato e a corrispondergli la somma di 30mila euro». Il giudice ha anche ordinato «la pubblicazione dell'intestazione e del dispositivo della presente sentenza a cura e spese dei convenuti una volta a caratteri doppi del normale sul quotidiano "La Repubblica" entro 30 giorni della notifica in forma esecutiva della presente sentenza». A carico dei «convenuti» anche le spese legali del procedimento. «Nel libro "Gomorra" Saviano - ha spiegato l'avvocato Santoro - aveva infatti descritto il Boccolato, che è incensurato e che da vari anni vive in Venezuela conducendo una florida attività nel campo ittico e del tutto estraneo ad ogni attività camorristica, come collegato ai La Torre in relazione al traffico internazionale di cocaina, sostenendo che questo, unitamente ai La Torre "si preparava anche a tessere una grande rete di traffico di cocaina"».
Fonte: RaiNews24
Foto: FanPage

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