Milano, Kabobo tenta di strangolare compagno di cella: sento le voci

Adam Kabobo, il ghanese che uccise a picconate tre passanti a Milano nel maggio scorso, ha tentato di strangolare il suo compagno di cella  dicendo che a spingerlo erano state delle "voci". L'episodio è avvenuto alcuni giorni fa nel carcere milanese di San Vittore e a evitare il peggio è stato l'intervento della polizia penitenziaria. Anche in questo caso Kabobo si sarebbe giustificato tirando in ballo le "voci". ''Noi non siamo stati informati da alcuno di quanto è accaduto'', ha spiegato l'avvocato Benedetto Ciccarone. Il difensore ha chiarito che è andato a trovare in carcere Kabobo alcuni giorni fa e che gli aveva raccontato che stava condividendo la cella con un altro detenuto. Per l'avvocato Ciccarone ''è una cosa molto strana e grave'' che un detenuto come Kabobo, ''con seri problemi psichiatrici e che sta seguendo delle terapie, venga messo nella stessa cella con un'altra persona''. Dopo l'aggressione, da quanto si è saputo, il ghanese è stato trasferito in isolamento, sorvegliato a vista, e continua a seguire le terapie psichiatriche. Una perizia psichiatrica, disposta dal gup di Milano Andrea Ghinetti, aveva stabilito nelle scorse settimane che Kabobo al momento del triplice omicidio aveva una ''capacità di intendere'' che era ''grandemente scemata ma non totalmente assente''. In più la sua ''capacità di volere'' era ''sufficientemente conservata''. Da qui la richiesta di giudizio immediato del pm di Milano Isidoro Palma, accolta dal giudice che ha fissato il processo per il prossimo 28 gennaio davanti alla Corte d'Assise. La difesa, però, presenterà istanza di rito abbreviato e quindi toccherà a un gup decidere.

Via: ANSA
Foto dal web

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