Strage Viareggio: al via processo, Stato non si costituisce parte civile

Dopo oltre quattro anni e quattro mesi dalla strage, è iniziato a Lucca il processo sulla strage di Viareggio. Da accertare sono le responsabilità di quanto accaduto la notte del 29 giugno 2009, quando un treno, che trasportava gpl, deragliò all'ingresso della stazione
della cittadina versiliana, innescando un incendio costato la vita a 32 persone. Nella lunga fase dell'incidente probatorio, i periti del gip hanno affermato che a causare lo squarcio della cisterna, la prima del convoglio, non fu un picchetto di segnalazione, come invece contestato dai periti della Procura e dai consulenti delle parti civili. Un punto a favore per Ferrovie dello Stato, visto che i picchetti sono considerati desueti e pericolosi, sia da circolari interne a Fs, sia, da ultimo, da una disposizione della Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. A causare lo squarcio fu, per i periti del gip, una parte imprescindibile dei binari, la cosiddetta zampa di lepre. Il processo si è aperto con la costituzione delle parti. Il collegio è presieduto dal giudice Gerardo Boragine e composto dai giudici Nidia Genovese e Valeria Marino. 42 gli imputati (32 persone fisiche e 9 imprese). Tra di loro, Mauro Moretti ad di Fs, Michele Mario Elia, ad di Rfi, Vincenzo Soprano, ad di Trenitalia. Lo Stato non si costituisce parte civile al processo per la strage di Viareggio. E' quanto ha annunciato l'avvocato di Stato Gianni Cortigiani che rappresenta la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri dell'Ambiente e degli Interni. L'avvocato ha spiegato che fra lo Stato e le assicurazioni di Fs e Gatx (la società proprietaria del convoglio che deragliò) ''c'è una transazione in fase di definizione'' per un risarcimento che il legale definisce ''sostanzioso''.

Fonte: TMNews
Foto: Lo Schermo

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