Le indagini della Procura militare sui presunti abusi degli istruttori della caserma Clementi hanno portato a dodici indagati per violenze, minacce e ingiurie. Il principale accusato è un sergente, G. M., che alla fine della giornata invitava le allieve nell'Ufficio del plotone, dove - secondo l'accusa - tentava approcci sessuali. Nei guai è finito anche Salvatore Parolisi, già condannato a 30 anni per l'omicidio di sua moglie Melania. "Lo stanno indagando per averle ricevute al termine dell’addestramento, lui però dice che non è andata così", si difende il caporalmaggiore tramite il suo avvocato. Numerose reclute della caserma Clementi di Ascoli Piceno, sede del 235° Reggimento "Piceno", sono state ascoltate dal procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, nell'ambito dell'inchiesta aperta sui fatti emersi dopo l'omicidio di Melania Rea. "Vogliamo - disse il procuratore due anni fa - approfondire alcune circostanze emerse finora per stabilire se sono raffigurabili reati". Uno su tutti, quello previsto dall'articolo 146 del codice penale militare di pace: minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri. La procura militare, in sostanza, ha indagato per capire se da parte di uno o più istruttori siano state attuate minacce nei confronti delle reclute anche per indurle, nel caso specifico, ad intrattenere relazioni o avere rapporti di natura sessuale.
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