Le indagini della Procura militare sui presunti abusi degli istruttori della caserma Clementi hanno portato a dodici indagati per violenze, minacce e ingiurie. Il principale accusato è un sergente, G. M., che alla fine della giornata invitava le allieve nell'Ufficio del plotone, dove - secondo l'accusa - tentava approcci sessuali. Nei guai è finito anche Salvatore Parolisi, già condannato a 30 anni per l'omicidio di sua moglie Melania. "Lo stanno indagando per averle ricevute al termine dell’addestramento, lui però dice che non è andata così", si difende il caporalmaggiore tramite il suo avvocato. Numerose reclute della caserma Clementi di Ascoli Piceno, sede del 235° Reggimento "Piceno", sono state ascoltate dal procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, nell'ambito dell'inchiesta aperta sui fatti emersi dopo l'omicidio di Melania Rea. "Vogliamo - disse il procuratore due anni fa - approfondire alcune circostanze emerse finora per stabilire se sono raffigurabili reati". Uno su tutti, quello previsto dall'articolo 146 del codice penale militare di pace: minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri. La procura militare, in sostanza, ha indagato per capire se da parte di uno o più istruttori siano state attuate minacce nei confronti delle reclute anche per indurle, nel caso specifico, ad intrattenere relazioni o avere rapporti di natura sessuale.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Ascoli: a giudizio per molestie sessuali maresciallo caserma di Parolisi
Antonio Di Gesù, un maresciallo capo della Caserma Clementi di Ascoli Piceno, la stessa in cui prestava servizio prima di essere arrestato Salvatore Parolisi, è stato rinviato a giudizio per "ingiuria e minaccia a un inferiore" e in particolare nei confronti di un'allieva 25enne, reato che sopperisce alla mancanza di uno specifico reato di molestie sessuali in ambito militare. Dalle indagini è emerso che l'uomo, 38 anni, originario di Nardò (Le), avrebbe chiesto alla donna sesso in cambio di aiuti per la carriera arrivando a minacciarla. Tutto avrebbe avuto inizio nel luglio del 2009 quando Di Gesù svolgeva le funzioni di magazziniere della 3/a compagnia. L'uomo si sarebbe offerto di aiutare la ragazza a fare carriera in cambio di un rapporto sessuale. Di Gesù sarebbe arrivato a palpeggiare la giovane mentre scendeva dalle scale e di fronte al suo rifiuto le avrebbe detto "qualsiasi cosa farai, sappi che è la tua parola contro la mia. Non ti permettere di dire nulla a nessuno... Se provi a dire qualcosa, io ti rovino la carriera e la vita". Il processo a carico di Di Gesù inizierà il prossimo 5 febbraio 2013. Ma questa non è la prima volta che il maresciallo si trova in una situazione di questo tipo. L'uomo, infatti, era stato già rinviato a giudizio per un episodio simile, ma era stato assolto in primo grado.
Via: TG Com
Foto dal web
Ascoli, sesso proibito nella caserma: Parolisi e altri 10 militari indagati
Una decina di militari dell'esercito della caserma Emidio Clementi di Ascoli Piceno - quella dove prestava servizio il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, in carcere da un anno con l'accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea - "stanno per essere indagati" dalla Procura militare di Roma per i rapporti sessuali con le soldatesse di stanza nella struttura. Secondo le indiscrezioni di Panorama gli indagati, tra cui lo stesso Parolisi, dovranno rispondere su tre ipotesi di reato: minaccia a inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, minaccia o ingiuria a un inferiore e violata consegna. Il codice penale militare ancora non contempla le molestie sessuali. Il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, ha ascoltato circa 200 persone tra ufficiali, sottufficiali e soldatesse, alcune ormai fuori dalle forze armate e ha raccolto un'ampia documentazione che porterà alla fase decisiva dell'inchiesta. Secondo Panorama, sono emerse anche violazioni di carattere disciplinare che saranno segnalate allo stato maggiore dell'Esercito per eventuali provvedimenti. Il 235° reggimento Piceno è l'unico dedicato all'addestamento delle donne soldato e la Procura sta interrogando centinaia di persone.
Fonte: Panorama
Via: AGI
Foto dal web
Nuovi accertamenti della Procura militare su caserma Clementi
Proseguiranno anche nelle prossime settimane gli accertamenti della procura militare di Roma sulla caserma 'Clementi' di Ascoli Piceno, sede del 235° reggimento Piceno, dove prestava servizio come istruttore di reclute femminili il caporal maggiore dell'Esercito Salvatore Parolisi, unico indagato per l'omicidio della moglie, Melania Rea, la donna uccisa il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella, nel teramano. ''In questo momento non abbiamo novita' di rilievo, le indagini proseguono. Occorre tempo, perche' ci sono altre persone da sentire'', spiega all'Adnkronos Marco De Paolis, capo della procura militare di Roma. Il reato ipotizzato nel fascicolo, per il momento senza indagati, e' quello previsto dall'articolo 146 del codice penale militare di pace, ovvero ''minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri''. In particolare, a spingere la procura ad avviare l'inchiesta, sono state le notizie pubblicate dagli organi di stampa relative a possibili relazioni improprie tra superiori e sottoposti nella caserma e le voci sulle presunte molestie alle soldatesse.
Via: Libero News
Foto dal Web
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