La Polizia ha arrestato Mariano Riccio, 23 anni, capo del clan camorristico Amato-Pagano. Inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi deve scontare una condanna a 16 anni per associazione per delinquere di tipo mafioso e droga: è considerato uno dei
responsabili della seconda guerra di Scampia. Alle 7 di mattina, 40 uomini della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Scampia, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia, hanno fatto irruzione in una villetta di Qualiano, alla periferia nord di Napoli. Durante il blitz, Mariano Riccio, riferiscono all'Adnkronos gli investigatori, è stato sorpreso mentre era in compagnia della fidanzata e del figlio minore. Al momento dell'arresto, Mariano Riccio, riferiscono ancora gli investigatori, non ha opposto resistenza. Perquisizioni da parte della Mobile di Napoli e del commissariato di Scampia nella villetta dove il boss si nascondeva. Il conflitto ha come protagoniste le famiglie Amato, Pagano, Riccio e Di Lauro che, da tempo ormai, hanno rotto gli equilibri e spezzando le alleanze hanno dato vita ad una vera e propria faida che conta già più di dieci morti. Droga, estorsioni e controllo del territorio sono alla base della faida. Un pool d'investigatori è a lavoro, da tempo, per scovare e assicurare alla giustizia i protagonisti del sanguinoso scontro di Scampia e fino ad oggi ha portato l'arresto di otto latitanti nell'ultimo anno.
responsabili della seconda guerra di Scampia. Alle 7 di mattina, 40 uomini della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Scampia, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia, hanno fatto irruzione in una villetta di Qualiano, alla periferia nord di Napoli. Durante il blitz, Mariano Riccio, riferiscono all'Adnkronos gli investigatori, è stato sorpreso mentre era in compagnia della fidanzata e del figlio minore. Al momento dell'arresto, Mariano Riccio, riferiscono ancora gli investigatori, non ha opposto resistenza. Perquisizioni da parte della Mobile di Napoli e del commissariato di Scampia nella villetta dove il boss si nascondeva. Il conflitto ha come protagoniste le famiglie Amato, Pagano, Riccio e Di Lauro che, da tempo ormai, hanno rotto gli equilibri e spezzando le alleanze hanno dato vita ad una vera e propria faida che conta già più di dieci morti. Droga, estorsioni e controllo del territorio sono alla base della faida. Un pool d'investigatori è a lavoro, da tempo, per scovare e assicurare alla giustizia i protagonisti del sanguinoso scontro di Scampia e fino ad oggi ha portato l'arresto di otto latitanti nell'ultimo anno.
Fonte: Polizia di Stato
Via: AdnKronos
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