Arrestato ieri all'aeroporto di Fiumicino il latitante Giulio De Angelis condannato a otto anni di carcere per violenza sessuale su alcune sue dipendenti. L'imprenditore di Monteprandone (Ascoli Piceno) che aveva un mandato di cattura in ambito nazionale, ma le cui ricerche erano state estese, grazie alla collaborazione dell'Interpol di Roma e le autorità Dominicane, anche all'estero, è stato fermato l'8 marzo nella località turistica di "Bayahibe". L'uomo si era reso irreperibile dopo la condanna emessa a gennaio dalla Cassazione su una vicenda denunciata nel 2007 da una delle vittime stanca dei continui soprusi. Il De Angelis costringeva alcune sue dipendenti a subire atti sessuali di ogni tipo contro il loro volere: la minaccia era sempre la stessa, quella di licenziare sia loro sia i familiari che lavoravano in azienda. Nell'accertamento dei fatti è stato determinante anche la testimonianza di un collaboratore dell'azienda che proprio per aver testimoniato aveva subito l'incendio dell'auto e un pestaggio con 80 giorni di prognosi. L'arresto del De Angelis è il risultato delle strategie individuate dal ministro dell'Interno Angelino Alfano ed attuate dal capo della Polizia, Alessandro Pansa, finalizzate all'individuazione e cattura dei latitanti, non solo ricercati per crimini transnazionali e associativi, ma anche per quei crimini particolarmente odiosi come quelli della violenza sulle donne.
Via: Polizia di Stato
Foto dal video
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