Tutti condannati i 5 imputati del terzo processo a Mosca per la morte di Anna Politkovskaya. Il giudice Pavel Melekhin ha stabilito due ergastoli per l'organizzatore e l'esecutore dell'omicidio della giornalista russa. Agli altri imputati invece ha inflitto pene tra i 12 e i 20 anni, stando a quanto si legge nella sentenza resa pubblica solo ora, a circa due settimane dalla celebrazione del processo. Col provvedimento del giudice, inoltre, è stata soddisfatta anche la richiesta dei familiari della Politkovskaia per un risarcimento danni di cinque milioni di rubli (pari a circa 100.000 euro). Politkovskaya, reporter particolarmente critica sulla guerra in Cecenia e sulla gestione Putin, fu uccisa nell'ascensore della sua casa il 7 ottobre 2006. Ora basista ed esecutore sono affidati alla giustizia, manca però il mandante o i mandanti di quell'omicidio. Per uno dei figli della giornalista di Novaia Gazeta, Ilia, il punto più importante di tutta la vicenda processuale sulla morte della madre. Dovranno scontare il carcere a vita Rustam Makhmudov, il ceceno che sparò contro la giornalista, e suo zio Lom-Ali Gaitukayev, mente dell'operazione. Pene dai 12 ai 20 anni di carcere sono state comminate ai fratelli di Rustam, Dzhabrail e Ibragim Makhmudov e l'ex funzionario di polizia di Mosca Serghei Khadzhikurbanov, ritenuto l'altra mente dell'omicidio. Si tratta del terzo processo per la morte della giornalista.

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