Adescavano minorenni attraverso siti internet ai quali rispondevano spesso adolescenti tra i 15 e i 17 anni che si prostituivano attirando clienti grazie ad annunci via web. E' quanto emerso da un'indagine condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Salerno che,
su mandato della locale Procura, hanno eseguito sette ordinanze cautelari. Una persona è finita in carcere, quattro agli arresti domiciliari e due sono state sottoposte all'obbligo di dimora. Gli indagati, residenti nelle province di Salerno e di Avellino, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile nonché di atti sessuali con minorenni. Dalle indagini è emerso che vi era anche un uomo che metteva a disposizione la propria abitazione per favorire gli incontri tra i minorenni e i clienti, pretendendo una quota per ogni incontro effettuato. Le indagini che hanno portato all'esecuzione delle misure cautelari presero il via nel novembre dello scorso anno, quando un uomo, dopo essere rientrato anzitempo a casa, sorprese un adulto nella propria camera da letto con due minorenni, una ragazza ed un ragazzo, mentre la figlia sedicenne cercò in tutti i modi di impedirgli l'ingresso nell'abitazione. La denuncia di quel genitore ha consentito di scoprire il giro di prostituzione. Dalle intercettazioni telefoniche e dal servizio di osservazione, gli investigatori hanno individuato insospettabili clienti ma anche la persona che per pochi spiccioli favoriva gli incontri che, oltre ad avvenire nel prefabbricato-alcova di Sant'Egidio del Monte Albino, spesso si registravano in auto o in alberghi. I militari dell'Arma hanno anche eseguito tre decreti di perquisizione domiciliare e personale, emessi dal gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di altrettanti indagati, per il reato di atti sessuali con minorenni. Rinvenuti e sequestrati alcuni computer.
su mandato della locale Procura, hanno eseguito sette ordinanze cautelari. Una persona è finita in carcere, quattro agli arresti domiciliari e due sono state sottoposte all'obbligo di dimora. Gli indagati, residenti nelle province di Salerno e di Avellino, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile nonché di atti sessuali con minorenni. Dalle indagini è emerso che vi era anche un uomo che metteva a disposizione la propria abitazione per favorire gli incontri tra i minorenni e i clienti, pretendendo una quota per ogni incontro effettuato. Le indagini che hanno portato all'esecuzione delle misure cautelari presero il via nel novembre dello scorso anno, quando un uomo, dopo essere rientrato anzitempo a casa, sorprese un adulto nella propria camera da letto con due minorenni, una ragazza ed un ragazzo, mentre la figlia sedicenne cercò in tutti i modi di impedirgli l'ingresso nell'abitazione. La denuncia di quel genitore ha consentito di scoprire il giro di prostituzione. Dalle intercettazioni telefoniche e dal servizio di osservazione, gli investigatori hanno individuato insospettabili clienti ma anche la persona che per pochi spiccioli favoriva gli incontri che, oltre ad avvenire nel prefabbricato-alcova di Sant'Egidio del Monte Albino, spesso si registravano in auto o in alberghi. I militari dell'Arma hanno anche eseguito tre decreti di perquisizione domiciliare e personale, emessi dal gip del Tribunale di Salerno, nei confronti di altrettanti indagati, per il reato di atti sessuali con minorenni. Rinvenuti e sequestrati alcuni computer.
Fonte: TMNews
Via: Il Messaggero
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