Ore d'ansia per la sorte di due giovani cooperanti italiane rapite in Siria, ad Aleppo, dove si trovavano dal 28 luglio per seguire progetti umanitari. Con loro potrebbe essere stata sequestrata una terza persona, ma su questo non c'è alcuna notizia certa. La Farnesina, che ha subito
attivato l'Unità di crisi, ha confermato "l'irreperibilità di due cittadine italiane" ma mantiene il massimo riserbo sulla vicenda. Le ragazze rapite sono Vanessa Marzullo di Brembate (Bergamo) e Greta Ramelli di Gavirate (Varese), di 21 e 20 anni, fondatrici del Progetto Horryaty. Secondo alcune fonti locali, che per prime hanno dato la notizia del rapimento, le due giovani sarebbero state sequestrate da qualche giorno, forse rapite da uomini armati che avrebbero circondato nella notte la casa in cui vivevamo con due guardie della sicurezza, rapite ma poi rilasciate subito. Per altre fonti siriane, citate dall'Ansa, è "ancora presto" per dire se gli autori del rapimento delle due cooperanti in Siria siano criminali comuni o appartenenti a qualche milizia. Sulla scomparsa delle due giovani il ministero degli Esteri ha attivato sin da subito l'Unità di crisi, l'intelligence e "tutti i canali informativi e di ricerca per i necessari accertamenti". Le famiglie sono state informate e vengono tenute costantemente informate sugli sviluppi. Già dal primo agosto si sta lavorando per riportarle a casa, come già fatto in passato con successo in vicende analoghe. Salgono a tre gli italiani rapiti in Siria: da luglio dello scorso anno non si hanno più notizie di padre Paolo Dall'Oglio, 59 anni, gesuita romano che ha lavorato nel Paese per trent'anni. In tutto il mondo ci sono altri tre italiani sequestrati: Giovanni Lo Porto, 38 anni, cooperante scomparso in Pakistan da due anni; Gianluca Salviato, 48 anni, impiegato, sequestrato in Libia a marzo; Marco Vallisa, tecnico rapito un mese fa sempre in Libia.
Via: La Stampa
Foto: Facebook

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