Nella vicenda giudiziaria che si è aperta con la morte di Meredith Kercher è stato fatto "un grosso sbaglio". Raffaele Sollecito, imputato per l'omicidio insieme alla ex fidanzata Amanda Knox, si presenta in aula al processo d'appello bis di Firenze e rilascia dichiarazioni spontanee: la sua voce è rotta dal pianto mentre si rivolge ai giudici, definendo "assurde" le accuse nei suoi confronti e dicendosi vittima di una "persecuzione allucinante". "Vi chiedo una vita, perchè al momento non ho una vita reale: vi chiedo questo". Sollecito si scaglia contro le presunte prove e testimonianze che lo accusano, poi "sbugiardate", e dice di non aver mai conosciuto Rudy Guede. Ricorda che Amanda è stato il suo primo amore: "Una storia molto spensierata, volevamo essere completamente isolati in questa favola". L'udienza nella quale è intervenuto era incentrata sul coltello trovato in casa di Sollecito, la presunta arma del delitto: per i Ris di Roma c'è una "evidente discordanza tra il profilo della vittima e quello della traccia" analizzata. L'avvocato Luca Maori. "Noi riteniamo che non possa essere l'arma del delitto, le caratteristiche non sono compatibili con la ferita". "La strada di questo processo non è né in salita né in discesa", ha aggiunto Maori, rispondendo ai giornalisti. "L'esito di questa perizia è molto importante per far decidere la Corte al meglio".
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Visualizzazione post con etichetta Arma delitto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arma delitto. Mostra tutti i post
Yara: svolta indagine, uccisa con taglierina e nuovi sospetti su Fikri
Scoperta l'arma con cui l'assassino di Yara Gambirasio le ha inferto sei tagli netti, precisi ma abbastanza superficiali sulla schiena, sul collo e sui polsi. Si tratta di una taglierina da muratore, un attrezzo che viene usato soprattutto da chi posa i pavimenti, piastrellisti e pavimentisti. Ad individuare l'arma è stata Cristina Cattaneo, l'anatomopatologa alla quale la Procura di Bergamo ha affidato l'autopsia. Il medico legale ha scoperto su ogni singola ferita, la presenza di un materiale particolare che poi si è rivelato essere il residuato delle piastrelle quando vengono pulite con la taglierina. Questa nuova scoperta si somma al pulviscolo di cemento rinvenuto sugli abiti e nei bronchi di Yara. Così le attenzioni tornano a convergere su quel cantiere di Mapello dove, a tre giorni dalla scomparsa della ragazza, i cani molecolari si erano convintamente diretti, indicando nello specifico un deposito di materiale elettrico. Yara dunque è stata rapita e trascinata in un cantiere dove ha lottato, si è difesa, è stata sbattuta per terra e ha vissuto tanto da respirare le polveri di quell'ambiente. Con questi nuovi elementi si torna a parlare del muratore straniero, Mohammed Fikri, fermato lo scorso 4 dicembre, perché inizialmente sospettato di aver avuto un ruolo nella scomparsa della giovane promessa della ginnastica ritmica.
Via: OGGI
Via: OGGI
Yara: uccisa con due armi diverse, sul corpo Dna anche di donna
Yara Gambirasio è stata colpita con due armi e sul suo corpo sono state trovate due diverse tracce di Dna: una maschile e una femminile. Sono queste le prime indiscrezioni, confermate dagli inquirenti, sull'esito dell'autopsia della 13enne bergamasca il cui corpo è stato trovato il 26 febbraio scorso a Chignolo d'Isola, a tre mesi esatti dalla sua scomparsa. Da quanto emerge Yara è stata ferita "con un corpo contundente e con un coltello", spiega un investigatore. Ancora da accertare quale delle ferite inferte sul corpo della giovane ginnasta sia stata quella fatale. Inoltre, dai laboratori è emerso che sul corpo ci sono "due diversi Dna, estranei a quello della vittima". Le prime indiscrezioni parlavano solo di un Dna maschile, ma nelle ultime ore è arrivata la conferma che c'è anche un Dna femminile. Gli investigatori invitano alla prudenza, ma appare chiaro che si potrebbe essere vicino a una svolta nelle indagini. Dopo tante illazioni e supposizioni i primi risultati sembrano chiarire i misteri di questo omicidio e dall'autopsia arriva una pista che, finora, non era tra quelle privilegiate: ad agire potrebbe essere stata una coppia. "Prima di parlare di una 'coppia diabolica', aspettiamo", dice chi da oltre 90 giorni lavora senza sosta alle indagini.
Via: AdnKronos
Yara conosceva il suo giovane killer, trovato un coltello
Un ragazzo giovane, alto circa un metro e 75 centimetri, tra i 73 e i 77 kg, e conosciuto da Yara Gambirasio. E' l'identikit dell'assassino della 13enne di Brembate Sopra. L'autopsia sul corpo della ragazzina, ritrovato otto giorni fa in un campo a Chignolo, non ha ancora dato verdetti certi, ma qualche dettaglio aiuterebbe gli inquirenti a restringere le ricerche. Innanzitutto, l'omicida apparterrebbe al mondo della piccola Gambirasio, perché la vittima, salita in auto, si è tolta i guanti. Secondo indizio: il luogo in cui aveva scelto di appartarsi in auto lascia intendere che l'uomo sia di giovane età. Terzo punto: le ferite al polso, e quelle più lievi alle braccia di Yara testimoniano il tentativo della ragazzina di difendersi. Nel tardo pomeriggio di lunedi', intanto, un coltello è stato trovato in una zona a metà strada tra Brembate, paese di Yara, e Chignolo d'Isola, dove è stato abbandonato il suo corpo. Il coltello sarebbe stato trovato da un passante in una zona periferica della localita' di Bonate Sopra, nei pressi di una cabina elettrica. Lo strumento ha bruciature sul manico e sulla lama, e sembrerebbe piuttosto vecchio. La polizia l’ha preso in consegna per poi consegnarlo ai tecnici che dovranno cercare di appurare se la lama è compatibile con le ferite riportate da Yara.
Iscriviti a:
Post (Atom)

