Queste eccezionali immagini diffuse dalla Cnn sono state girate da un giornalista pakistano che per comprensibili ragioni di sicurezza non intende rivelare la sua identità. Nel suo racconto i talebani del Pakistan gli hanno concesso di documentare le attività di un campo di addestramento al confine con l'Afghanistan, in piena attività in previsione del prossimo ritiro delle forze Nato. Una guerra che i talebani sostengono di avere vinto. "Secondo loro hanno inflitto molti danni alle truppe occidentali ed è per questo che stanno ritirandosi. A causa della loro lotta, sono costretti ad andarsene sconfitti". Il video è stato girato un anno fa, al seguito di 4 giovani aspiranti kamikaze pachistani. Un addestramento completo e sfibrante, dalla pulizia armi sino alla pianificazione di un attentato in auto. Dopo la partenza del giornalista pakistano, l'edificio è stato distrutto dall'attacco di un drone che ha lasciato sul terreno 9 talebani. Ma queste difficoltà non sembrano fermare l'arrivo di nuove reclute e con il graduale ritiro delle forze statunitensi dall'Afghanistan, i talebani pachistani stanno intensificando i combattimenti lungo la frontiera. La guerra resta comunque feroce anche all'interno dei confini afgani. Come dimostra questo video che documenta la spietata esecuzione di un afgano considerato una spia della Nato.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Miriam Mafai: una vita tra giornalismo e politica, il ricordo in un video
Giornalisti, politici, colleghi di lavoro ma, soprattutto, amici e familiari. In molti questa mattina a Roma, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, hanno dato l'ultimo saluta a Miriam Mafai, l'indimenticabile firma de La Repubblica, morta lunedì nella
Foibe: Giorno del Ricordo, Rai Storia ricorda la tragedia in un video
Per la 'Giornata del Ricordo delle Foibe e dell'Esodo', a Tv7 un documentario in 3D di Roberto Olla con le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini dell'interno delle voragini dell'Istria dove, fra il 1943 e il 1947 furono gettati, vivi o morti, migliaia di italiani. Le foibe sono pozzi naturali sul Carso dove i 'titini', alla fine della Seconda Guerra Mondiale gettarono migliaia di persone, alcune ancora vive con una pietra al collo o legate insieme con il fil di ferro. Si tratta di persone colpevoli di essere italiane o contrarie al regime di Tito. Sono circa duemila le salme finora riesumate ma molte cavita' sono irraggiungibili ed e' difficile un calcolo esatto degli ''infoibati''. Si pensa siano circa diecimila persone. Tra gli italiani vi erano persone legate al regime fascista ma soprattutto gente comune. Come ha ricordato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano negli incontri con i presidenti di Croazia e Slovenia, la rievocazione di quella terribile esperienza collettiva deve essere oggi fattore di fratellanza e amicizia tra i popoli, affinché mai più accada che l'ideologismo, in tutti i suoi segni e le sue declinazioni, possa trascinare l'umanità nell'abominio del genocidio e della persecuzione razziale e religiosa".
Fonte: Tg1
Via: Adnkronos
Complotto per uccidere il Papa, Vaticano: solo farneticazioni - video
Il "Fatto Quotidiano" pubblica oggi un documento riservato nel quale si ipotizzerebbe la morte di papa Benedetto XVI entro novembre del 2012 e si farebbe menzione di un complotto ai suoi danni. Ma il vaticano ha smentito immediatamente: "Si tratta evidentemente di farneticazioni che non vanno prese in alcun modo sul serio", come ha detto il gesuita Federico Lombardi, portavoce della santa Sede. L'anticipazione è stata resa nota da Marco Lillo nel corso della trasmissione Servizio pubblico di Michele Santoro e confermata dallo stesso giornalista a TMNews. Il documento, datato 30 dicembre 2011, non sarebbe firmato e sarebbe stato portato dal cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos a metà gennaio scorso agli uffici della Segreteria di stato vaticana. In questo documento si ricostruirebbe il viaggio compiuto dal cardinale arcivescovo di Palermo Paolo Romeo in Cina nel 2011 e si riporterebbero le rivelazioni fatte dallo stesso porporato ai suoi interlocutori. Romeo, a quanto riferito, avrebbe parlato della prospettiva che Benedetto XVI morisse nel giro di un anno e nel documento si farebbe riferimento a tal proposito di un "complotto di morte" ha detto Lillo.
Fonte: TM News
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