I carabinieri del Ris di Roma avrebbero trovato i profili genetici di un uomo e di una donna sulla stessa siringa ed il laccio emostatico sulla quale non sono stati rilevati né il Dna di Melania Rea né quello del marito Salvatore Parolisi. Gli investigatori ora stanno cercando di capire se le tracce appartengano a personaggi già sfiorati sull'inchiesta o ad altri. I due oggetti sono stati sicuramente utilizzati per confondere gli investigatori, che sin da subito avevano pensato a un maldestro depistaggio. Come fuorviante e ininfluente per la risoluzione del caso era parsa la svastica incisa con il coltello su una coscia della vittima. Tra stamattina e oggi pomeriggio, diverse persone sono state interrogate dai carabinieri agli ordini del comandante provinciale, colonnello Alessandro Patrizio.
"Io e Melania ci amavamo molto, non è vero che fossimo in crisi", ha dichiarato il marito. Eppure alcune testimonianze rivelano il contrario e parlano di una coppia spesso segnata da burrascosi litigi. Restano comunque da accertare alcuni dettagli importanti. Sembra infatti che non sia stata ancora trovata la borsa di Melania. Altrettanto misteriosa è la questione del trolley che Salvatore Parolisi avrebbe avuto sull'auto il giorno della scomparsa e la cui presenza è stata confermata da Raffaele Paciolla, l'agente della polizia penitenziaria a cui il marito di Melania ha chiesto aiuto subito dopo la scomparsa della moglie. Anche di questa valigia non ci sono più tracce.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Wojtyla beato / la folla: Santo subito, malesseri per la calca
Giovanni Paolo II e' da oggi nel novero dei beati della Chiesa cattolica. La proclamazione e' avvenuta durante la solenne cerimonia in Piazza San Pietro, presieduta da papa Benedetto XVI dinanzi a decine di capi di Stato e di governo e mentre oltre un milione di pellegrini - secondo dati della Prefettura confermati dalla sala stampa vaticana - affollavano le vie e le piazze di Roma, sia nell'area del Vaticano che in altre zone della citta'. E anche oggi, come durante i funerali dell'8 aprile 2005, il grido del ''Santo subito'', insieme a un interminabile applauso e allo sventolio delle bandiere. La reliquia di Wojtyla - una piccola ampolla col suo sangue contenuta in un reliquiario d'argento - è stata portata sull'altare da suor Tobiana, che per 27 anni ha servito nell'appartamento papale, e da suor Marie Simon-Pierre, la cui guarigione dal Parkinson ha aperto la strada alla beatificazione. Dall'inizio dell'evento della beatificazione di Giovanni Paolo II a Roma sono stati effettuati 408 interventi nelle tende mediche allestite dall'Ares 118 nei pressi di piazza San Pietro. Solo per 42 pazienti e' stato necessario il trasporto in ospedale. Alla centrale stanno arrivando numerose chiamate di persone che lamentano malesseri per la calca.
Fonte: ANSA
Via: ANSA
Primo Maggio, tra polemiche e contestazioni da Nord a Sud
Tensioni alla Festa del lavoro a Marsala e a Milano. Nella città siciliana, dove erano radunati i tre leader sindacali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Raffaele Bonanni, e Uil, Luigi Angeletti, tre o quattro precari Cgil della scuola hanno contestato gli interventi dei leader Uil e Cisl urlando più volte "vergogna" e insulti. A Milano, dopo il corteo di 10mila persone, fischiati i segretari milanesi di Uil, Walter Galbusera e Cisl, Danilo Galvani. Se Susanna Camusso di Cgil chiede, l'unità dei sindacati, per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti "Il vero problema è affrontare i veri problemi che hanno i lavoratori e la disoccupazione". Così invece Raffaele Bonanni della Cisl: "Per ritrovare la coesione sindacale è necessario bandire linguaggi violenti e comportamenti violenti". E questo è ancora un Primo Maggio, il terzo, di crisi con migliaia di lavoratori in cassa integrazione e centinaia di giovani alla vana ricerca di un lavoro. Naturalmente questo Primo Maggio è anche quello delle forti polemiche sull’apertura nel centro dei negozi.
Libia: ucciso figlio di Gheddafi, nessuna conferma ufficiale
Il figlio più giovane di Muammar Gheddafi, Saif al Arab, e tre nipoti del colonnello, sono stati uccisi ieri in un raid aereo della Nato a Tripoli. L'obiettivo, secondo quanto riferito dal portavoce del governo Mussa Ibrahim in conferenza stampa, era però il colonnello, rimasto illeso come la moglie. Quella compiuta dall'alleanza atlantica, secondo il regime, sarebbe stata una missione "per eliminare" il rais: circostanza che è stata smentita dalla Nato e dal primo ministro britannico David Cameron. I vertici della missione 'Unified Protector', in ogni caso, non hanno fornito dati certi sulla morte di Saif: "Sono al corrente di informazioni non confermate dei mass media secondo le quali alcuni membri della famiglia Gheddafi potrebbero essere stati uccisi. Ci rammarichiamo di ogni perdita di vita umana, particolarmente quella di civili innocenti", ha detto il generale Charles Bouchard, comandante delle operazioni.
Via: TMNews
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