L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Omicidio Rea: proseguono indagini, attesi risultati scientifici
Si continuano a sentire testimoni nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Melania Rea. Persone che vengono rintracciate dai carabinieri, ma anche che si presentano spontaneamente agli investigatori raccogliendo gli appelli che sono stati fatti. Si cerca di stabilire se Melania era davvero con il marito Salvatore Parolisi e la loro bambina sul pianoro di Colle San Marco il 18 aprile, quando il coniuge ne denunciò la scomparsa. Un'inchiesta che prosegue nel massimo riserbo, necessario per garantire la genuinita' delle indagini e la riservatezza dei testimoni. Un lavoro che si annuncia ancora lungo. In particolare si attendono i risultati del lavoro dei medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrari, dei Ris per quanto riguarda le analisi scientifiche sui reperti sequestrati, e dei Ros in riferimento ai tabulati e alle celle telefoniche. E, fanno notare fonti investigative, non c'è ancora traccia alcuna del telefonista che chiamando il 113 da Teramo segnalò la presenza del cadavere della povera Melania nel Bosco delle Casermette.
Sarah, Misseri a Matrix: "L'ho ammazzata io, voglio suicidarmi"
"Io l'ho presa di spalle, lei non ha fatto nessun urlo, niente. Io tutti i miei nervi li ho scaricati tutti sopra Sarah, tutti". È una parte del racconto che Michele Misseri ha fatto ieri sera al suo rientro in casa, dopo otto mesi circa di carcere, a una delle due giornaliste che lo attendevano all'interno della sua abitazione ad Avetrana. L'intervista è andata in onda ieri sera a Matrix ed è stata anticipata in parte dal TG5. "Mi sento malissimo. Perchè gli innocenti - aggiunge Misseri - stanno in carcere e io che sono il colpevole veramente sto fuori". "Io volevo rimanere in carcere - continua - ma mi hanno fatto uscire e sto malissimo. Sono rimasto male di come hanno trattato mia moglie vicino alla caserma. Quell'immagine non mi è piaciuta per niente". Sua moglie non c'entra? "Niente c'entra. A me non mi hanno mai creduto. Sono stato io a fare tutto". Inoltre Michele ha raccontato della sua voglia di morire: "Volevo ammazzarmi con il veleno, ma poi ho pensato che non avrebbero mai trovato Sarah".
Misseri intervistato a Matrix (Tg5)
Misseri intervistato a Matrix (Tg5)
Festa della Repubblica: Roma blindata e controlli intensificati
Il centro di Roma si prepara ad essere blindato e presidiato da circa 2.500 uomini delle forze dell'ordine in vista delle celebrazioni della festa della Repubblica, domani 2 giugno, quando lo stato di allerta sara' al massimo livello. Previsti il divieto di sorvolo sullo spazio aereo della Capitale dalle 6 fino alle 22, reparti speciali nei punti strategici e occhi elettronici in campo. Sono questi gli ultimi dettagli messi a punto nella serata di ieri, nel corso di un tavolo tecnico presieduto dal Questore di Roma per la pianificazione delle misure di sicurezza. Domani e' previsto l'arrivo di almeno 42 capi di stato stranieri e altre 450 autorita' "esposte a rischio". Rispetto allo scorso anno, in merito al piano di sicurezza, il Ministero dell'Interno disporra' probabilmente un aumento di agenti e militari dovuto alla necessita' di predisporre numerose scorte per l'arrivo delle delegazioni straniere. Anche i controlli saranno intensificati. A fornire il proprio supporto saranno anche gli uomini dei reparti speciali. La cerimonia iniziera' con la deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria alle 9.55.
Libano: rientrati cinque dei sei militari italiani dell'Unifil feriti
Sono atterrati all'aeroporto di Pratica di Mare, a bordo di un velivolo dell'Aeronautica, cinque dei sei soldati italiani dell'Unifil, la missione Onu in Libano, rimasti feriti venerdi scorso in un attentato esplosivo a sud di Beirut. Il sesto militare ferito e in piu' gravi condizioni rimane per il momento ricoverato nell'ospedale di Sidone: la sua prognosi resta riservata. Le condizioni del capitano ferito "si sono aggravate nella notte e attualmente è ancora seriamente in pericolo di vita". Lo ha detto alla Camera il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una informativa urgente, aggiungendo che "se ne sta organizzando il rientro in Italia". Le condizioni degli altri quattro feriti non sono gravi. E' stato "un ordigno verosimilmente comandato a distanza" a provocare il ferimento di sei militari italiani in Libano, ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Il mezzo investito dall'esplosione, ha aggiunto, era l'ultimo veicolo della colonna.
Foto: http://www.difesa.it/
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