L'ipotesi che per via D'Amelio, quel pomeriggio del 19 luglio 1992 quando fu ucciso il giudice Paolo Borsellino, non sia passata solo la mafia, ma anche i servizi segreti, è un fatto che oggi trova riscontro nelle parole di Totò Riina. Il capomafia corleonese, lo scorso 31
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Milano, litiga con la moglie: la getta dal nono piano e finge il suicidio
Un piccolo pregiudicato albanese di 30 anni, Zef Lleshi, è stato posto in stato di fermo dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario aggravato della moglie, precipitata nel primo pomeriggio di ieri da una finestra del loro appartamento al nono piano della palazzo di via Einaudi 1 a Cologno Monzese, nel Milanese. La donna, la 31enne albanese Silvana Hyseni, che sembra facesse la prostituta, è morta sul colpo. I militari della Compagnia di Sesto San Giovanni ritengono che l'uomo, descritto come molto geloso e violento, abbia defenestrato la donna al culmine di una lite, di cui nella loro casa erano evidenti i segni. Accompagnato in caserma, il fermato ha continuato a sostenere che la donna si fosse suicidata, ma sul petto e sulla schiena aveva graffi e lesioni recenti, compatibili con una collutazione e di cui l'uomo non è riuscito a spiegare l'origine. Ieri pomeriggio era stato proprio lui a chiamare intorno alle 15.30 i soccorsi affermando che la moglie si era gettata nel vuoto. Secondo quanto riferito dai vicini di casa, dalla madre e da un'amica italiana della vittima, la coppia litigava spesso e il marito, disoccupato, era solito alzare le mani. Dietro all'ennesima lite di coppia sembra ci fosse la gelosia della donna per il marito che sembra avesse un'amante in Albania, da cui sembra fosse stato fino a venerdì scorso quando la vittima era andata a riprenderlo. Zef Lleshi è stato recluso nel carcere di Monza, le indagini sono coordinate dal Pm di Monza Alessandro Pepé.
Via: La Stampa
Foto archivio
Foto archivio
Le Castellet, muore dopo un incidente il pilota italiano Andrea Mamè
Tragedia sul circuito francese di Paul Ricard a Le Castellet, dove il pilota italiano Andrea Mamè, 41 anni, ha perso la vita in seguito alle ferite riportate in un incidente durante una gara automobilistica valida per il Super Trofeo Blancpain Lamborghini. Ieri, cinque vetture sono state coinvolte in un tamponamento a catena praticamente all'inizio della corsa, tutti feriti i piloti, soccorsi immediatamente e trasportati al centro medico del circuito. Per Mamè però non c'è stato niente da fare, le sue lesioni erano troppo gravi ed il pilota è morto poco dopo. Ferito, ma non in pericolo di vita, l'altro pilota italiano Andrea Solimè, elitrasportato all'ospedale Sainte Musse di Tolone. Il pilota - ha fatto sapere la Lamborghini - è lucido e non ha fratture, ma viene trattenuto dai sanitari per precauzione. Gli altri tre piloti coinvolti nell'incidente sono Dario Cerati, Tomas Kral e Vaclav Petch, per loro fortunatamente solo lievi ferite. Dopo l'incidente la gara è stata naturalmente sospesa e la Lamborghini ha anche annullato tutte le corse in programma. Mamè, che alla gara del trofeo Lamborghini correva con una vettura della Bonaldi Motorsport, era un pilota esperto e al suo attivo aveva molte partecipazioni in competizioni sportive gt e anche rally. A nome di Automobili Lamborghini il Presidente e Amministratore Delegato Stephan Winkelmann ha espresso la sua tristezza personale ed espresso il cordoglio di tutta la società alla famiglia e alla squadra del pilota scomparso. La casa automobilistica ha anche fatto sapere che lavorerà con le autorità del circuito nell'inchiesta per stabilire fino in fondo le cause dell'incidente.
Foto da video: SportActionCam
Iscriviti a:
Post (Atom)
