Denise, indagato: "bambina portata a Palermo da mia moglie"

Una domanda posta dall'avvocato Giacomo Frazzitta, che rappresenta la parte civile di Piera Maggio, "dov'e' Denise", ha dato vita ad una lunga precisazione da parte di Giuseppe D'Assaro, 50 anni nel processo per il rapimento di Denise Pipitone, scomparsa all'eta' di 4 anni da Mazara del Vallo il primo settembre 2004: "Non so dove sia Denise - ha ammesso l'uomo che in passato si era autoaccusato di avere avuto un ruolo nell'omicidio della piccola - Finora ho detto la verita', ma tutte le altre cose che ho raccontato dopo il 2007 sono fesserie, come a esempio il fatto che la bambina era morta; non lo so io, non l'ho mai vista, l'ho detto solo perche' volevo collaborare. Ho voluto precisarlo oggi perche' e' presente la mamma della bambina", ha proseguito il teste. Nel corso della testimonianza Giuseppe D'Assaro ha anche ricordato che "la bambina fu portata a Palermo in auto da mia moglie Rosaria Pulizzi assieme a Jessica". Il contresame di Giuseppe D'Assaro proseguira' il prossimo 29 giugno, mentre adesso sono in corso altre testimonianze.

Via: AGI

Melania Rea: trovati dei vestiti, forse dell'assassino

Il giallo dell'omicidio di Melania Rea si arricchisce di un nuovo elemento: i carabinieri, in azione insieme agli agenti del Corpo Forestale, hanno ritrovato nei pressi di Ripe di Civitella alcuni abiti e oggetti che potrebbero fornire una chiave agli sviluppi dell'indagine. La perlustrazione è stata effettuata tra Ripe di Civitella del Tronto - il luogo dove fu trovato il cadavere di Melania - e Colle San Giacomo, in un tratto di strada di circa otto chilometri, e successivamente nel bosco sottostante alla pineta delle Casermette di Ripe. In particolare, in un dirupo sottostante la strada, sono stati rinvenuti una maglietta e un paio di jeans di taglio maschile, dei quali l'assassino potrebbe essersi sbarazzato dopo aver massacrato la donna. Gli investigatori ritengono che alcuni capi d'abbigliamento possano essere stati abbandonati in tutta fretta nelle ore in cui si è consumato il delitto: l'area, infatti, è vicina a quella del ritrovamento del cadavere.

Palermo: licenze in cambio di escort, 10 arresti ai Monopoli

Maxi-blitz a Palermo, dove la Direzione investigativa antimafia ha arrestato alcune persone ed effettuato una serie di perquisizioni e sequestri per una indagine intorno a sale da gioco e centri scommesse. La mafia, si è scoperto nelle indagini, corrompeva funzionari dei Monopoli di Stato per ottenere velocemente concessioni e licenze: con l'accusa di corruzione e associazione mafiosa, la Dia ha arrestato 10 persone, tra cui l'ex direttore dell'agenzia dei Monopoli siciliani Nicola Andreozzi, attualmente responsabile delle sedi di Campania e Sardegna, il vicedirettore della sede siciliana, Salvatore Magno e un dipendente, Giovanni Polizzi, assessore all'Urbanistica in un Comune del palermitano. Secondo gli investigatori per accelerare le pratiche per le concessioni di sale giochi i prestanome dei boss "offrivano" ad alcuni funzionari vacanze, escort e cene. Tra gli arrestati c'è anche una donna, Maria Franca Simula, impiegata alla direzione Nazionale dei Monopoli. La Simula nel 2003 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica.

Fonte: LEGGO

Evasioni fiscali: Gdf sequestra beni per 500 mila, anche Yacht

Beni per un valore di oltre 500.000 euro, tra cui uno yacht di 16 metri e un'autovettura di grande cilindrata, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Pordenone, nell'ambito di un procedimento penale per reati tributari. Oggetto delle indagini della Procura della Repubblica è una società pordenonese operante nel settore della vendita e installazione di pannelli fotovoltaici che, pur non avendo versato Iva per oltre 60.000 euro ed essendo debitrice dell'erario per altri 140.000, risulta aver finanziato l'acquisto dell'imbarcazione e dell'autovettura, intestate a una seconda società ma risultate comunque a disposizione del suo titolare. Assieme ai sequestri sono state eseguite anche numerose perquisizioni in abitazioni e sedi di società. Tre persone risultano indagate a vario titolo per dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omesso versamento di Iva e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.