Catania, 24 nov (Il Corriere della Sera) - «C’è solo una cosa che rende ancor più tragico l’omicidio della moglie: essere accusato di averla uccisa». Così Enzo Morici, 61 anni, primario di chirurgia all’ospedale di Taormina, alla vigilia del processo che lo vede imputato per il delitto della moglie Antonella Falcidia, docente universitaria di 44 anni, massacrata con 23 coltellate la sera del 4 dicembre ‘93. Giovedì, a diciassette anni dal delitto, si alza il sipario su uno dei grandi gialli italiani. Un caso riaperto a sorpresa tre anni fa con l’arresto di Morici, successivamente scarcerato dal Tribunale del riesame. Secondo l’accusa Antonella Falcidia aveva scoperto che il marito la tradiva. Da qui una violenta lite che avrebbe innescato la furia omicida: ben 23 coltellate, l’ultima delle quali alla gola «con precisione chirurgica». Tre anni fa la riapertura di un caso che tutti consideravano definitivamente chiuso fu sollecitata dal pm Francesco Faro, un giovane sostituto incuriosito dopo la lettura del libro di Carlo Lucarelli sui grandi gialli italiani. Una macchia di sangue trovata nel divano a fiori in cui venne rinvenuto il cadavere. Analizzandola con un potente scanner saltarono fuori tre lettere «Enz». Per i magistrati sarebbe una traccia lasciata dalla vittima che, intingendo il dito nel suo stesso sangue, indicò prima di morire il nome dell’assassino.
Fonte: http://www.corriere.it/cronache/

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