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Brescia, doppia sparizione alla Bozzoli: ricerche riprese in montagna

Sono riprese a Ponte di Legno, nel Bresciano, le ricerche di Giuseppe Ghirardini, l'operaio 50enne della fonderia Bozzoli di Marcheno disperso da mercoledì. Le squadre formate da Carabinieri, Vigili del fuoco, Soccorso alpino, Forestale, Protezione

Garlasco: caso si riapre, disposti nuovi accertamenti e perizie - video

Caso riaperto tutto o almeno molto è da rifare. La soluzione del giallo di Garlasco, sette anni dopo, è di nuovo nelle mani dei periti. Con una decisione in fondo attesa i giudici del processo d'appello bis per l'omicidio di Chiara Poggi, hanno riaperto il dibattimento disponendo nuovi accertamenti, come chiesto d'accusa e parte civile e come suggerito dalla Corte di Cassazione che un'anno fa aveva annullato l'assoluzione per l'unico imputato, Alberto Stasi. "Sono anni che chiedevamo questi accertamenti. Non si tratta come a volte si dice di prove nuove, sono cose che noi chiedevamo da anni. Finalmente ce li hanno concesse, quindi massima soddisfazione poi nell'ottica di arrivare alla verità che è interesse di tutti". Soddisfatti anche i genitori di Chiara presenti in aula e da sempre alla ricerca di una verità che dicono finora è stata solo sfiorata. Si riparte dal capello biondo trovato nella mano sinistra di Chiara e mai analizzato e dall'analisi del materiale trovato sotto le sue unghie. Alberto Stasi, anche lui in aula dovrà ripetere la camminata all'interno della villetta del delitto, comprendendo però questa volta anche i tre gradini sporchi di sangue che necessariamente scese per trovare il corpo dell'ex fidanzata. I giudici hanno anche disposto il sequestro della bicicletta nera da donna che Alberto aveva nella sua disponibilità, ma che non era mai stata sequestrata [...]


Fonte: SkyTG24
Servizio di Diletta Giuffrida

Palermo: omicidi e morti misteriose, giallo in palazzi eleganti - video

Una morte avvolta dal mistero nel cuore di Palermo, nel Palazzo Alliata di Pietratagliata: quello di un maggiordomo ecuadoriano di 37 anni è l'ultimo di una serie di omicidi e morti sospette che hanno avuto come teatro alcuni eleganti palazzi della città. In via Mariano Stabile, all'incrocio con via Ruggero Settimo, c'è quello che molti chiamano "palazzo della morte", dove negli ultimi vent'anni sono state uccise tre persone. Nel 1992 una ragazza di 20 anni fu trovata con il cranio fracassato a colpi di ferro da stiro: venne arrestato un uomo, prima prosciolto, poi condannato. Il 4 maggio 1998 fu uccisa una nobildonna di 35 anni: colpevole un operaio che lavorava nel palazzo. Nel 2010 fu trovato il corpo di un oculista molto noto in città, morto cadendo dalle scale dell'appartamento della compagna, in una dinamica mai chiarita. Ancora una donna, con un passato da modella, fu trovata morta in un appartamento di via Agrigento, stroncata da un mix di droga e alcol. Nel settembre del 2010, nell'androne di un complesso residenziale in via Cimabue, venne assassinato con tre colpi di pistola alla testa un geometra di 70 anni. Non è mai stato chiarito se sia stata la conseguenza di una rapina finita male o un'esecuzione. Il 3 maggio 2012, in via Collegio del Giusino, in un edificio storico da poco ristrutturato a due passi dalla Cattedrale, fu trovata senza vita una transessuale di 38 anni: aveva una corda al collo, che faceva pensare a un suicidio, ma si sospetta che dietro ci sia qualcos'altro. Pochi giorni prima era stata uccisa l'anziana venditrice di parrucche di via Dante: fu trovata nel retrobottega del negozio che gestiva da 40 anni, oggi in vendita, massacrata da 27 coltellate. Quell'omicidio che sconvolse Palermo non ha ancora un colpevole.


Fonte: TMNews
Foto dal video

Il 2011 anno di delitti e svolte, ma è ancora mistero su morte Yara

Mentre alcuni omicidi restano ancora un mistero per molti delitti il 2011 è stato l'anno della svolta. Se a dieci mesi dal ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio è ancora sconosciuto il suo assassino e' stato invece risolto il giallo dell'Olgiata. E' il 18 aprile 2011 quando Carmela Melania Rea, 29 anni, scompare sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, e il suo corpo viene ritrovato solo due giorni dopo, il 20 aprile. La Cassazione mette la parola fine alla vicenda giudiziaria di Olindo Romano e di Rosa Bazzi, che vengono condannati all'ergastolo per la strage di Erba. Sono stati assolti in appello con formula piena per l'omicidio di Meredith Kercher Amanda Knox e Raffaele Sollecito. A diciotto anni dalla morte di Elisa Claps, c'e' un colpevole per quell'omicidio, Danilo Restivo. Il domestico filippino Manuel Winston Reyes, reo confesso dell'omicidio di Alberica Filo della Torre, viene condannato a 16 anni di carcere. Raniero Busco viene condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per l'omicidio di Simonetta Cesaroni. Erika De Nardo, 27 anni, condannata insieme al fidanzato, Omar Favaro, per aver ucciso a coltellate la madre e il fratellino di 11 anni, torna in liberta'. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Milano confermano la sentenza di assoluzione per Alberto Stasi.

Via: Andkronos
Foto dal web

Catania, dopo 17 anni giallo riaperto grazie a un libro

Catania, 24 nov (Il Corriere della Sera) - «C’è solo una cosa che rende ancor più tragico l’omicidio della moglie: essere accusato di averla uccisa». Così Enzo Morici, 61 anni, primario di chirurgia all’ospedale di Taormina, alla vigilia del processo che lo vede imputato per il delitto della moglie Antonella Falcidia, docente universitaria di 44 anni, massacrata con 23 coltellate la sera del 4 dicembre ‘93. Giovedì, a diciassette anni dal delitto, si alza il sipario su uno dei grandi gialli italiani. Un caso riaperto a sorpresa tre anni fa con l’arresto di Morici, successivamente scarcerato dal Tribunale del riesame. Secondo l’accusa Antonella Falcidia aveva scoperto che il marito la tradiva. Da qui una violenta lite che avrebbe innescato la furia omicida: ben 23 coltellate, l’ultima delle quali alla gola «con precisione chirurgica». Tre anni fa la riapertura di un caso che tutti consideravano definitivamente chiuso fu sollecitata dal pm Francesco Faro, un giovane sostituto incuriosito dopo la lettura del libro di Carlo Lucarelli sui grandi gialli italiani. Una macchia di sangue trovata nel divano a fiori in cui venne rinvenuto il cadavere. Analizzandola con un potente scanner saltarono fuori tre lettere «Enz». Per i magistrati sarebbe una traccia lasciata dalla vittima che, intingendo il dito nel suo stesso sangue, indicò prima di morire il nome dell’assassino.

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/