Ciancimino: su delitti input romani, processo su scomparsa De Mauro

Dietro i grandi delitti di Palermo si e' mossa una regia 'istituzionale romana'. E' il quadro che Massimo Ciancimino ha tratteggiato nella sua audizione, come teste assistito, nel processo per la scomparsa nel 1970 del giornalista Mauro De Mauro. L'eliminazione di
De Mauro avrebbe sconvolto gli equilibri e innescato un meccanismo che poco dopo porto' all'uccisione del procuratore Pietro Scaglione. La fonte di queste informazioni e' Vito Ciancimino, l'ex sindaco di Palermo. Ciancimino jr ha fatto soprattutto riferimento alla «triade», come l’ha definita, composta da Luciano Liggio, Totò Riina e Bernardo Provenzano con i quali il padre aveva rapporti sin dagli anni giovanili. Con Liggio il figlio di don Vito ricorda un incontro in vacanza a Sirmione mentre Riina e Provenzano (che si presentava come il geometra Lo Verde) avevano frequentato la sua casa. Il collegamento fra il caso De Mauro e il delitto Scaglione viene ricondotto da don Vito alle trame della regia «romana». Lo ha scritto lui stesso in alcuni appunti che il figlio, prima di deporre in aula, ha consegnato alla Procura.

Fonte: ANSA
Via: Corriere del Mezzogiorno

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