Georgofili, via al processo ma lo Stato non si costituisce parte civile

Lo Stato non si è costituito parte civile nel processo che si è aperto stamani a Firenze sulle stragi mafiose del ’93 che, per la prima volta nella storia di Cosa Nostra, colpirono i tesori dell’arte e chiese in continente, fuori dalla Sicilia. Per il tritolo di via dei Georgofili, nel capoluogo toscano morirono 5 persone: Caterina Nencioni, una bambina di appena 50 giorni, la sorella Nadia di 9 anni, i genitori Fabrizio Nencioni e Angela Fiume con lo studente Dario Capolicchio. Mentre Regione e comune di Firenze si sono costituite parti civili, l’assenza dello Stato per il procuratore capo di Firenze potrebbe essere dovuta a una dimenticanza dell’avvocatura. Nel primo processo fiorentino sulle stragi si costituirono parti civili anche lo Stato e i comuni di Roma e Milano. A Firenze le bombe della mafia devastarono l’Accademia dei Georgofili e la Galleria degli Uffizi. Per quel Fiorino imbottito di 350 chili di tritolo fatto esplodere nel cuore della città la notte del 27 maggio 1993 la giustizia ha individuato i colpevoli, così come per gli attentati di Roma in via Fauro, San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, e di Milano in via Palestro: quindici uomini di Cosa Nostra, fra cui Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e Giuseppe Graviano.

Via: La Repubblica

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