Una croce per il piccolo Di Matteo sciolto in acido dalla mafia - video

È stata ribattezzata "la croce del riscatto" quella posizionata nel "Giardino della memoria" a San Cipirello (Palermo), per ricordare il luogo in cui boss e carnefici uccisero, nel 1996, il piccolo Giuseppe Di Matteo, sciogliendolo nell'acido, perché figlio di un collaboratore di giustizia. L'esecuzione avvenne dopo settecentosettantanove giorni di prigionia. A promuovere l'iniziativa è stato il "Parlamento della Legalità" di Palermo, presieduto da Nicolò Mannino. "Qua c'è il segno visibile di cosa è la mafia. Se questi carnefici hanno avuto il coraggio di strozzare un bambino e scioglierlo nell'acido e non ascoltare il grido di Giuseppe, chi può èssere con loro?". La croce in marmo è stata donata dai bambini dell'istituto comprensivo di Apricena, in provincia di Foggia. Non casuale la data in cui è stata posizionata, il 9 maggio, lo stesso giorno del 1993 quando Giovanni Paolo II dalla Valle dei templi lanciò l'anatema contro la mafia invitando gli affiliati alla conversione. Un messaggio alla madre del bambino, Franca Castellese, è stato inviato anche dal Presidente Napolitano, che ha ricordato il piccolo Giuseppe, "vittima innocente di un atroce atto mafioso". Dura l'omelia dell'arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, che ha celebrato una messa sul posto. "Esprimiamo la più dura condanna - ha detto monsignor Pennisi - per chi ha commesso questo atroce delitto". 


Fonte: TMNews
Foto dal video

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