La Guardia di Finanza della Compagnia di Manfredonia ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, nei confronti di 11 tra dipendenti e lavoratori socialmente utili del Comune di Manfredonia. Nei
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Palermo, vigile urbano sorprende ladri in casa e viene ucciso - video
Un vigile urbano è stato ucciso a Palermo nella sua casa. Da una prima ricostruzione l'agente, Mirco Vicari, 38 anni, avrebbe sorpreso i banditi mentre rubavano nella sua abitazione in via Scillato, nel quartiere Borgo Nuovo del capoluogo. Mentre arrivava in casa, Vicari era al telefono con la compagna, che ha sentito tutto. Non si esclude nessuna pista, anche se la tesi più probabile è quella del furto degenerato in omicidio. Quello che colpisce, sottolineano gli inquirenti, è che nell'abitazione di Vicari, all'apparenza non c'era alcunché di interessante. La possibilità alternativa potrebbe essere quella dell'agguato. Una pista che potrebbe essere ricondotta anche all'attività scrupolosa di Vicari nel controllo dei mercati rionali e degli ambulanti: ex Lsu stabilizzato nel 2010, prestava servizio ventuno ore settimanali con uno stipendio di 800 euro al mese. Il furto, con il televisore e la macchina fotografica trovati fuori posto, potrebbe essere, dunque, una messa in scena. L'inchiesta prosegue adesso con tutti gli accertamenti tecnici, dal Dna al rilievo delle impronte digitali. Vicari, separato e padre di due figli di 9 e 11 anni, stava parlando al telefono con la compagna mentre entrava in casa: avrebbe trovato la porta aperta, è entrato e ingaggiato una colluttazione con l'estraneo, poi lo sparo sentito anche dalla donna, alla quale la vittima avrebbe rivolto le sue ultime parole: "Mi hanno sparato, mi hanno colpito".
Fonte: AGI
Via: TG Com
Foto dal video
Dipendenti comunali assenteisti nel Palermitano: 26 denunce - video
Facevano timbrare i cartellini ai colleghi o a persone compiacenti e poi non si presentavano a lavoro. Per questo 26 lavoratori del Comune palermitano di Villafrati, tra dipendenti e lavoratori socialmente utili, sono stati denunciati dai Carabinieri con l'accusa di truffa, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e false attestazioni. I lavoratori non andavano a lavorare, oppure uscivano senza permesso sapendo che, all'orario previsto, qualcun altro avrebbe marcato il badge al loro posto. Uno degli accusati addirittura ha mandato il figlio a timbrare al suo posto. La truffa però è stata smascherata da alcune telecamere nascoste che hanno permesso ai militari di osservare il comportamento dei lavoratori: alcuni di loro, come se nulla fosse, timbravano due o tre cartellini altri, invece, più discreti, prima di timbrare verificavano che attorno non ci fosse nessuno. I lavoratori sono tutti incensurati e per lo più residenti nei comuni di Villafrati, Mezzojuso e Palermo. Un malcostume diffuso, secondo i carabinieri di Misilmeri, che dal 17 al 31 dicembre dello scorso anno hanno piazzato telecamere per osservare il comportamento dei dipendenti, alcuni dei quali Lsu. Sono stati poi effettuati raffronti con i registri compilati elettronicamente e quanto registrato in video effettivamente succedeva nella realtà.
Cosenza: arrestati undici dipendenti comunali, falsificavano orari d'ufficio
I carabinieri della Compagnia di Rogliano (Cosenza) hanno eseguito un'operazione, denominata Time Out, per l'esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di dipendenti pubblici. Si tratta di dipendenti del Comune di Pedace, nella pre Sila cosentina, accusati di truffa aggravata perchè presunti assenteisti. Dalle indagini, iniziate nel gennaio scorso, sarebbe emerso che gli indagati, tra cui Lavori socialmente utili (Lsu) ma anche assunti a tempo indeterminato, si assentavano dall'ufficio per fare attività personali o non si recavano affatto al lavoro, visto che uno solo di loro aveva l'incarico di timbrare per conto di tutti gli altri. Le investigazioni dei militari avrebbero accertato la piena responsabilità di tutti gli undici indagati, tra cui 5 donne, i quali, durante l'orario di servizio, regolarmente retribuito, perfino con prestazioni extra di lavoro straordinario, falsificavano regolarmente gli orari di presenza e di uscita nei locali del municipio. L'amministrazione comunale di Pedace, sebbene informata di questa situazione, non aveva mai preso provvedimenti a carico dei dipendenti, e soprattutto non esercitava il controllo che invece avrebbe dovuto mettere in atto.
Fonte: AGI
Via: Rai News24
Fonte: AGI
Via: Rai News24
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