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Yara: ragazze danzanti nel pc di Bossetti, filmato inedito sul furgone

Sono state trovate anche immagini di "ragazze di giovane età mentre eseguono esercizi di danza" nel computer fisso di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello (Bg) in carcere dallo scorso 16 giugno con l'accusa di essere l'assassino di Yara Gambirasio. E' quanto emerge dagli atti

Yara: siti pedopornografici su pc di Bossetti, legale smentisce - video

Gli inquirenti stanno scandagliando la vita di Massimo Giuseppe Bossetti, il 44enne carpentiere di Mapello in carcere con l'accusa di essere l'assassino di Yara Gambirasio, per trovare le prove dell'efferato delitto. Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti

Ventimiglia: baby squillo per integrare la paghetta, 5 indagati - video

Si sono ispirate alle baby prostitute dei Parioli ma si sono ritrovate in un giro più grande di loro. L'idea di prostituirsi tre amiche minorenni liguri che hanno tra i 14 e 15 anni, era venuta un mese fa. Il loro obiettivo di integrare la paghetta, cedendosi qualche sfizio e qualche serata in discoteca in più è tuttavia evaporato in fretta: un cliente prima di consumare il rapporto li ha denunciate alla Polizia di Ventimiglia. Le amiche avevano scelto un sito internet d'incontri e nomi falsi per i loro appuntamenti. A contattarle soprattutto uomini sposati con figlie coetanee delle ragazze. Sono cinque le persone indagate. Gli agenti hanno sequestrato i personal computer, i telefonini delle ragazze, per risalire ai clienti che rischiano pene tra i 6 e 12 anni. Gli incontri proibiti al prezzo di 30-50 euro si verificavano nelle auto dei clienti nella provincia d'Imperia. I genitori delle ragazze e i loro amici ignoravano la doppia vita delle studentesse, tutte di buona famiglia. "Quando ho visto che era una bambina, mi si è gelato il sangue e sono scappato". Lo ha detto alla polizia il trentenne che ha denunciato il caso delle baby prostitute che si vendevano nell'estremo ponente ligure. L'uomo aveva risposto a un annuncio su internet. "Quella ragazzina non l'ho fatta neppure salire in auto", ha aggiunto ai poliziotti. Le indagini, del commissariato di Ventimiglia, sono coordinate dalla procura dei Minori di Genova.


Fonte: SkyTg24
Via: ANSA
Foto dal video

Rapinavano tir nel nord Italia: sgominata banda criminale, 20 arresti

Con armi e tecniche militari assaltavano mezzi per il trasporto di prodotti farmaceutici ed elettronici. A finire in carcere, questa mattina, con l'operazione "Grande mela" della Squadra mobile di Lodi, sono state 20 persone che hanno compiuto numerose rapine, soprattutto nel Nord Italia. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Lodi, Pavia, Piacenza, Milano, Monza Brianza e Varese. I malviventi per i loro colpi prendevano di mira autotrasportatori di prodotti farmaceutici (anche di tipo oncologico) ed elettronici senza tralasciare i negozi di bar-tabacchi. Le indagini sono iniziate dopo una rapina ad un Tir con un carico di oltre mille computer marca "Apple" di ultimissima generazione, avvenuta nel giugno del 2012 nei pressi di Ospedaletto Lodigiano (Lodi). A novembre del 2012 gli agenti avevano arrestato tre persone che avevano partecipato alla rapina, recuperando una parte dei Pc rubati. Dopo questi primi arresti gli investigatori hanno individuato, come base logistica, un capannone industriale a Cernusco Sul Naviglio, vicino Milano. I poliziotti, tenendo sotto controllo l'organizzazione, hanno fatto luce su altre dodici rapine. Tra le persone finite in manette un ex collaboratore di giustizia, un vigilantes addetto alla sicurezza di una delle ditta rapinate, un sorvegliato speciale per mafia e alcuni autisti di ditte di trasporto che simulavano le false rapine. L'operazione di oggi ha permesso di evitare una rapina che la banda stava preparando per i prossimi giorni a un tir con un carico del valore di 2 milioni di euro.

Rubano foto osè di una minorenne su social network: otto denunciati

Uno scambio di immagini sessuali tra una minorenne e l'allora fidanzatino su un social network, poi piratate, ha fatto scattare, nei confronti della ragazzina una serie di richieste e ricatti che ha portato alla denuncia di otto persone. La vicenda prende inizio esattamente un anno fa quando la ragazzina racconta ai carabinieri di Treviso, affiancata dai genitori, dello scambio di immagini poi piratate da altri. La giovane ha raccontato ai militari di aver scambiato foto piccanti con un suo fidanzatino su internet attraverso Facebook. Un "furto" che ha portato gli otto indagati, via social network ed sms a ricattare la ragazzina chiedendo ulteriori immagini e video minacciando una diffusione ancora più ampia delle prime. I carabinieri, dopo una lunga indagine tuttora in corso, sono risaliti agli otto, tutti maggiorenni tra impiegati e studenti, che vivono a Padova, Montebelluna (Treviso), Pomigliano d'Arco (Napoli), Correggio (Reggio Emilia), Firenze, Genova, Cosenza e Palermo. Nelle loro abitazioni - su disposizione del Tribunale dei Minori di Venezia - sono scattate una serie di perquisizioni che hanno portato all'acquisizione di Pc, tablet, iPhone, cellulari e chiavette Usb ora al vaglio degli investigatori. Le denunce, a vario titolo, riguardano i reati di prostituzione e pornografia minorile, tentata estorsione e violenza privata.

Fonte: ANSA
Via: Corriere del Veneto
Foto dal web

Sophos presenta nuovo decalogo della sicurezza informatica - video

Sophos presenta "I SÌ e i NO della sicurezza informatica", la nuova utile guida alla sicurezza che riassume in dieci punti i comportamenti da tenere e gli errori da evitare per proteggere il proprio PC da attacchi e minacce sempre più aggressive. L'infrastruttura IT delle

Omicidio Rea, Parolisi chattava con trans mentre cercavano Melania

Salvatore Parolisi chattava con i trans mentre la polizia cercava disperatamente sua moglie Melania. A rivelare la sconcertante notizia sono i carabinieri del Ros che hanno recuperato la memoria del pc del caporal maggiore. Secondo il legale della famiglia Rea, questa ultima rivelazione avvalora l'ipotesi secondo la quale Melania sarebbe stata uccisa perché aveva scoperto le abitudini sessuali segrete del marito. "Forse Melania sapeva, forse aveva scoperto qualcosa che non riguardava solo il fine settimana che Parolisi doveva trascorrere ad Amalfi con la sua amante" ipotizza il legale. "Forse - aggiunge l'avvocato Gionni - aveva scoperto che il marito chattava con dei trans e per questo potrebbe averlo minacciato di riferire tutto all'esercito con la conseguenza della perdita di lavoro. Ma la cosa che inquieta è che anche il 20 aprile, giorno della scoperta del cadavere, Parolisi chatta con i trans mostrando disinteresse per la ricerca della moglie". Le nuove rivelazioni verranno usate dai pm Davide Rosati e Greta Aloisi per arricchire l'impianto accusatorio contro Parolisi. Gli inquirenti sono quindi sempre più sicuri che ci sia il movente passionale alla base dell'omicidio di Melania.

Fonte: Libero Quotidiano

Concordia: recuperato tredicesimo corpo, si cerca Pc comandante

Il cadavere di una donna è stato trovato nella parte di poppa della Costa Concordia dai sommozzatori. Si tratta della tredicesima vittima, ancora senza identità. La donna aveva ancora in dosso il giubbotto salvagente. Le ricerche a bordo della nave sono ripartite dopo che nella notte di sabato un movimento dello scafo, il cui contatto con gli scogli si riduce di ora in ora, aveva portato a uno stop delle ispezioni. Difficile risulta fare un conteggio dei dispersi. Secondo quanto riferito dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, "a bordo della Costa Concordia potrebbero esserci stati dei clandestini". A far emergere la questione sarebbe stato il ritrovamento del corpo di una donna ungherese il cui nome non compare nella lista dei passeggeri. I familiari della donna assicurano che la vittima si trovava sulla nave ospite di un membro dell'equipaggio. Intanto i pm di Grosseto stanno cercando il pc portatile che il comandante Schettino portò fuori dalla nave nella notte del naufragio. Sembra che sia stato portato via da una donna, forse un avvocato. Altro capitolo dell’inchiesta riguarda la scatola nera. Se venisse confermato che quella a bordo della Concordia era rotta da 15 giorni, anche l’armatore di Costa verrebbe coinvolto nell’inchiesta.

Via: Adnkronos