La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania, accogliendo in toto le risultanze delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha condannato un ex assessore e due dirigenti della Regione al risarcimento di un danno erariale per complessivi 9.081.087 euro. Contestualmente è stata disposta la trasformazione in pignoramento del sequestro conservativo già eseguito nei confronti dei condannati per un importo di oltre 2 milioni di euro. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania, ha riguardato la mancata riscossione delle sanzioni pecuniarie correlate alla contestazione di violazioni al codice dell'ambiente: le indagini, concluse nel 2012, avevano rivelato che la Regione Campania aveva lasciato prescrivere 1.023 verbali di accertamento elevati nel periodo 2002/2005 dagli organismi pubblici preposti ai controlli in materia ambientale nei confronti dei gestori dei depuratori delle acque reflue e dei titolari di scarichi abusivi. La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania, con sentenza depositata il 5 maggio 2014, ha evidenziato la gravità della descritta condotta omissiva, sottolineando come le sanzioni prescritte fossero destinate al risanamento ed alla riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici, a tutela del diritto fondamentale della salute.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Campania: assessore e dirigenti condannati a risarcire 9 mln - video
Chiavari, furiosa per un pignoramento sfonda con auto Agenzia Entrate
Via: TM News
Foto: Facebook
Riceve lettera licenziamento e presto senza casa, portiere si impicca
Un portinaio di 56 anni che prestava servizio in un edificio situato a corso Garibaldi a Napoli si è tolto la vita impiccandosi all'interno della propria abitazione. L'uomo aveva ricevuto nel 2011 una lettera di licenziamento e, nell'ottobre prossimo, avrebbe dovuto lasciare anche l'appartamento nel quale abitava. Era separato con due figli residenti al Nord Italia e aveva intrapreso un'azione legale per impugnare il proprio licenziamento. Definito dai suoi coinquilini schivo e riservato, sembra che non avesse problemi economici. Ultimamente, anche a seguito della morte di sua madre avvenuta circa una settimana fa, sembra soffrisse di crisi depressive. Secondo quanto si è appreso, l'appartamento all'interno del quale viveva non era di pertinenza dell'edificio per il quale prestava servizio, ma di proprietà di un'agenzia immobiliare che nei giorni scorsi aveva compiuto un sopralluogo. Fonti investigative riferiscono, che l'appartamento all'interno del quale il portinaio si è suicidato era stato pignorato. Con molta probabilità sarà disposta l'autopsia sul cadavere.
Via: Adnkronos
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Luca Laurenti: Irap e more, Equitalia gli pignora 6 case a Milano
Luca Laurenti, da anni spalla del conduttore Paolo Bonolis, si è visto pignorare da Equitalia sei appartamenti, con un valore di circa 5 milioni di euro, in zona corso Buenos Aires a causa di una mancato pagamento per due milioni di euro di imposte Irap all'Agenzia delle Entrate. Il periodo interessato va dal 2000 al 2005, durante il quale lo showman ha dichiarato correttamente le tasse ma non ha versato la somma dovuta: a monte di questo mancato versamento, c’è la contestazione dell’ Irap (tassa prevista per i liberi professionisti e prevista per studi di avvocati e commercialisti) in un contenzioso avviato da lui e dalla moglie, Raffaella Ferrari, fin dal 2007, che trascinandosi fino a oggi ha fatto lievitare in modo iperbolico la somma. In primo grado i legali di Luca Laurenti hanno sostenuto che l'imposta regionale per le attività produttive prevista per i liberi professionisti non riguarda quella del comico perché non dispone di un'organizzazione professionale come quelle che, per esempio, reggono studi di avvocati e commercialisti. La tesi è stata soccombente in primo grado e ora ci sarà la decisione d'appello.
Via: Blitz Quotidiano
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