Palermo, 1 apr. (Il Giornale) - Due uomini sono stati arrestati perché sfruttavano le proprie mogli: le donne si prostituivano, mentre loro accudivano i propri figli. È accaduto nel palermitano. Secondo quanto hanno ricostruito i militari, i due uomini, entrambi siciliani di 28 e 35 anni, facevano "quadrare" il bilancio familiare, costringendo le mogli a prestazioni sessuali per 100-150 euro. C’era viavai fino a tarda notte in casa di uno di loro, ma gli incontri avvenivano anche nelle case dei clienti o in albergo.
Due giovani donne, di 25 e 33 anni, entrambe madri di bambini, erano costrette a prostituirsi dai loro mariti, che sono stati arrestati dai carabinieri in provincia di Palermo. Si tratta di due uomini, uno di 28 anni di Bolognetta, e uno di 35 anni di Misilmeri, entrambi disoccupati, le cui generalità non sono state rese note per tutelare le mogli, vittime del reato. Nei confronti dei due indagati ha emesso ordine di custodia cautelare in carcere il gip di Termini Imerese, a conclusione di indagini della Compagnia carabinieri di Misilmeri durate per circa un anno.
L’attività investigativa era stata avviata dopo che i militari avevano notato un andirivieni di uomini soprattutto in tarda serata e di notte in un’abitazione di Bolognetta dove si prosituiva una delle due donne. Per un incontro i clienti pagavano dai 50 ai 150 euro. Gli incassi servivano per il sostentamento delle famiglie. Da intercettazioni telefoniche è emerso che i mariti accompagnavano le moglie agli appuntamenti presso i domicili dei clienti o in alberghi, impartivano disposizioni sulle tariffe da applicare in base alle varie prestazioni sessuali.
In altri casi, i mariti badavano ai figli minorenni mentre le donne incontravano i clienti in appartamenti da loro presi in affitto a Palermo e Cefalù, o in alberghi prenotati sempre dai mariti. Le donne si offrivano con annunci su un quotidiano locale: "AAAAAAA nuovissima palermitana giovanissima riceve...". In due telefonate registrate dai carabinieri, uno dei mariti informa la moglie che l’annuncio era tra i primi in ordine di pubblicazione e che quindi avrebbe avuto una maggiore probabilità di essere contattata. Gli investigatori hanno sentito alcuni clienti delle due donne, i quali hanno confermato di avere pagato le prestazioni sessuali ma hanno sostenuto di non sapere che tutto era organizzato dai mariti delle prostitute.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Reggio Calabria: paziente aggredisce medico pronto soccorso, arrestato
Reggio Calabria, 1 apr. - (Adnkronos) - Va in ospedale con una ferita da pallini da caccia alla testa e il medico chiama la polizia. A quel punto pero' il ferito ha aggredito il dottore. E' accaduto l'11 marzo scorso a Gioia Tauro. Per quell'episodio il gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Natale Mardecheo, 24 anni, gia' noto alle forze dell'ordine.
La vittima, un medico del pronto soccorso, aveva appreso dai sintomi del paziente (mal di testa e vomito) che potesse avere un trauma cranico. Cosi' ha disposto una Tac riscontrando pallini da caccia nelle parti molli della teca cranica. Il medico ha quindi avvisato la Polizia ma Mardecheo ha iniziato a quel punto a insultarlo (''sbirro'', ''bastardo'') e minacciarlo di morte, quindi lo ha colpito al volto con una testata. E' seguita una violenta aggressione che ha provocato la frattura di una costola del medico.
Natale Mardecheo e' il figlio di Rocco, 52 anni, arrestato due anni fa per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e detenzione di armi da guerra e munizioni. Il 12 gennaio 2008 era stato trovato un vero e proprio arsenale nel garage della sua abitazione.
La vittima, un medico del pronto soccorso, aveva appreso dai sintomi del paziente (mal di testa e vomito) che potesse avere un trauma cranico. Cosi' ha disposto una Tac riscontrando pallini da caccia nelle parti molli della teca cranica. Il medico ha quindi avvisato la Polizia ma Mardecheo ha iniziato a quel punto a insultarlo (''sbirro'', ''bastardo'') e minacciarlo di morte, quindi lo ha colpito al volto con una testata. E' seguita una violenta aggressione che ha provocato la frattura di una costola del medico.
Natale Mardecheo e' il figlio di Rocco, 52 anni, arrestato due anni fa per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e detenzione di armi da guerra e munizioni. Il 12 gennaio 2008 era stato trovato un vero e proprio arsenale nel garage della sua abitazione.
Claps, finito sopralluogo Polizia
Sono terminati gli accertamenti degli agenti della Polizia scientifica alla chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo sono stati trovati i resti di Elisa Claps. Da quanto si apprende, gli agenti hanno fatto nuovi esami nel sottotetto e nel terzo piano della canonica, utilizzati in passato dal centro culturale Newman e ora adibiti a deposito. La Scientifica ha portato all'interno della chiesa diversi strumenti, tra i quali il "luminol" e il "crimescope", che permettono di rintracciare tracce biologiche anche a distanza di anni. Obiettivo degli esperti è quello di chiarire le circostanze dell'omicidio di Elisa Claps e accertare se la studentessa, che all'epoca della sua scomparsa aveva 16 anni, ha subito violenza sessuale prima di essere uccisa. Per il consulente nominato dalla famiglia Claps, Marco Gallo, la violenza sessuale sulla ragazza è "un dato certo". Più cauto sulle dichiarazioni è invece Francesco Introna, il medico legale del Policlinico di Bari che ha effettuato l'autopsia sul corpo della ragazza. "Solo un medico - ha detto Introna - può dire se la vittima ha subito violenza" e comunque "bisognerebbe attendere prima di fare valutazioni che hanno rilevanza". Intanto, lo stesso Introna, ha detto che non parteciperà ad ulteriori sopralluoghi: "Non ho più bisogno di nulla" ha riferito, facendo intendere di avere tutti gli elementi a disposizione per rispondere ai quesiti postigli dal magistrato. Anche il procuratore di Salerno titolare dell'indagine, Rosa Volpe, ha detto che si recherà nuovamente nel sottotetto "solo ne necessario". Nell'inchiesta di Salerno l'unico indagato rimane Danilo Restivo, residente in Inghilterra dal 2000, nei cui confronti si ipotizzano i reati di omicidio, violenza sessuale e occultamento di cadavere.
Fonte: TGCom
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