Blu Notte - La strage di Bologna (estratto)


"E' ora di sollevare il segreto di Stato su quello che accadde trent'anni fa a Bologna e sulle altre tragedie che macchiano la nostra memoria collettiva. Oggi e' il giorno della memoria e siamo vicini nel ricordo alle famiglie delle vittime. Una verita' processuale c'e' gia', ma ancora non si sa chi furono i colpevoli ne' i mandanti". Lo afferma il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro.



Via: Adnkronos


Strage Bologna, Cicchitto: giustificata scelta governo senza sottomissioni

L'assenza del governo alle commemorazioni per i 30 anni della strage di Bologna e' un oltraggio che non ha scuse, afferma il Pd. Il partito democratico chiede una verita' definitiva. Alla commemorazione di domani non ci sara' alcun ministro: e' la prima volta dal 1981.  E' stata "del tutto giustificata la scelta del governo di non mandare nessuno dei suoi ministri a Bologna, perché, purtroppo, da alcuni anni, per responsabilità assai precise, questa drammatica ricorrenza, invece d'essere un momento di riflessione, un esercizio della memoria, di ricordo dei caduti, diventa l'occasione per attacchi sconsiderati al governo". Così Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, risponde alle critiche rivolte al governo dal segretario del Pd Pierluigi Bersani sulla scelta di non mandare rappresentanti del governo alla ricorrenza della strage di Bologna. Per Cicchitto "la richiesta di Bersani è sostanzialmente quella di avere una manifestazione, simile a quelle che si facevano ai tempi delle democrazie popolari, in cui i rappresentanti di un governo, che non ha alcuna responsabilità nel crimine perpetrato a Bologna, devono però sottomettersi al rito dell'insulto, delle minacce, della violenza verbale che, in qualche caso, è diventato anche tentativo di violenza fisica". A trent'anni dalla strage, ancora un movente certo non c'è.

Via: TG Com

Vaticano: convenzione contro bombe a grappolo, compiacimento da Papa

Benedetto XVI ha voluto esprimere "vivo compiacimento per l'entrata in vigore, proprio oggi, della Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili". Lo ha detto dopo la preghiera dell'Angelus. "Il mio primo pensiero - ha aggiunto - va alle numerose vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso ostacola a lungo la ripresa delle attivita' quotidiane di intere comunita'". "Con l'entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la Comunita' internazionale ha dimostrato - secondo Papa Ratzinger - saggezza, lungimiranza e capacita' nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale". "La Convenzione - ricorda da parte sua la Santa Sede in una nota diffusa oggi - rappresenta un passo significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale, nonche' un risultato notevole per un multilateralismo basato sulla cooperazione costruttiva fra attori governativi e non governativi e sul legame fra il diritto umanitario e i diritti umani". L'accordo, infatti, si legge ancora nel testo diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, "oltre a colmare una grave lacuna del diritto umanitario, la Convenzione tende a dare una risposta forte e credibile ad un problema tuttora molto attuale, non solo per il continuo uso delle munizioni a grappolo, ma per il fatto che tali ordigni possono giacere inesplosi sul terreno, colpendo anche dopo molti anni dalla loro dispersione ed impedendo la ripresa della vita quotidiana della popolazione civile". La nuova Convenzione, inoltre, "assicurando il diritto all'assistenza alle vittime, offre un motivo di speranza a tutti coloro che hanno subito gli effetti delle munizioni a grappolo". "La Santa Sede - infine - e' stata tra i primi Stati a ratificarla, nella convinzione che la logica della pace sia piu' forte della logica della guerra, la quale in tutti i casi deve avere come limite invalicabile la protezione e la tutela della popolazione civile, e in particolare delle persone piu' vulnerabili".


Fonte: AGI

Jessica e Miriam: da Facebook arriva appello a Tgcom

Ancora nessuna traccia di Jessica Emiliano e Miriam Amirante, le due ragazze catanesi scomparse lunedì scorso nei pressi di Misterbianco, in provincia di Catania. E un appello, accorato, partito da un gruppo Facebook chiamato “Ragazze scomparse” è giunto alla redazione di Tgcom per far sì che quante più persone possibile possano aiutare i parenti a ritrovarle. Jessica e Miriam (nella foto dalla pagina di Facebook), che rispettivamente hanno 15 e 17 anni, lunedì scorso erano uscite per andare alla festa del patrono di Misterbianco, Sant’Antonio Abate. Hanno fatto un’ultima chiamata ai genitori, intorno alle 21.45, per riferire che sarebbero rimaste fuori ancora un po' a godersi la festa. Poi il silenzio, da quattro interminabili giorni: si è persa ogni traccia delle due giovani, ragion per cui i genitori hanno regolarmente sporto denuncia ai carabinieri per la scomparsa. Le tv locali hanno già fatto passare in video gli appelli dei genitori delle due giovani, tra cui quello disperato della mamma di Jessica. E su Facebook cresce il numero dei membri iscritti al gruppo, ormai giunti a quota 6000, che tentano di ricostruire i movimenti delle due ragazze. Confessioni, ricordi, ipotesi, che ancora non giungono a una conclusione univoca sulla sparizione. Accanto alle supposizioni sul motivo della scomparsa, anche i carabinieri riferiscono qualcosa: potrebbe trattarsi di fuga volontaria. Ma il vero motivo resta ancora un mistero, e i genitori aspettano con ansia che le due ragazze chiamino per avvisare che stanno bene e che arriveranno a casa presto.

Fonte: TGCom