Cile: sisma magnitudo 8,2 e tsunami 2 metri, notte di terrore - video

E' stato di magnitudo 8,2 il violento terremoto che si è abbattuto la notte scorsa sulla costa settentrionale del Cile, provocando uno tsunami di oltre 2 metri. Cinque i morti finora accertati. Le autorità cilene avevano ordinato l'evacuazione preventiva delle zone costiere vicine all'epicentro. L'allerta-tsunami, poi rientrato, era stato esteso anche al Perù. Il sindaco di Lima, Susana Villaran, aveva ordinato lo sgombero della zona della capitale che si affaccia sul mare. E' stato il Servizio Idrografico e Oceanografico della Marina Militare cilena a rendere noto che 45 minuti dopo la scossa, intorno alle 2 di notte in Italia, onde anomale si sono abbattute sulla località di Pisagua, a circa 1.800 chilometri da Santiago. Nella città di Arica sono andate distrutte alcune case costruite in mattoni cotti al sole. La presidente Michelle Bachelet vi si recherà in giornata. Molti gli edifici danneggiati. La gente ha cercato riparo in zone aperte. Circa 300 detenute sono evase dal carcere femminile di Iquique nella confusione seguita  alla forte scossa. Nel 2010 un sisma di 8,8 gradi Richter scatenò uno tsunami che causò più di cinquecento morti e gravissimi danni in diverse città costiere del Cile centrale. Nelle ultime due settimane nel nord del Paese si erano registrate centinaia di scosse. La prima, il 16 marzo scorso, aveva costretto oltre diecimila persone ad abbandonare temporaneamente le loro case.



Via: AGI
Immagini: Aljazeera

Usa, Senato accusa Cia: torture su detenuti e prigioni segrete - video

La Cia per anni ha ingannato il governo e l'opinione pubblica riguardo al suo programma di interrogatori. Sono queste le conclusioni alle quali è giunto il rapporto della Commissione Intelligence del Senato statunitense, secondo il quale la Cia avrebbe nascosto i dettagli relativi alla brutalità dei metodi impiegati, esagerato la portata dei piani terroristici e si sarebbe intestata il merito di avere raccolto informazioni di intelligence che i prigionieri avevano in realtà confessato prima ancora di essere sottoposti alle tecniche di interrogatorio sotto accusa. Secondo quanto rivelano al Washington Post alcuni funzionari Usa che hanno visionato il documento, che si basa sulle ricostruzioni delle vicende di decine di prigionieri della Cia, l'agenzia di intelligence attraverso il controverso programma di interrogatori brutali avrebbe in realtà ottenuto scarsi risultati, dei quali avrebbe però artificiosamente amplificato l'importanza. Il rapporto di 6.300 pagine, comprende ciò che i funzionari hanno descritto come schiaccianti nuove rivelazioni su una rete tentacolare di centri di detenzione segreti, o "black sites", che è stata smantellata dal presidente Obama nel 2009. Il rapporto cita anche i casi in cui i funzionari della Cia richiedevano l'uso costante di tecniche di interrogatorio dure, anche dopo che gli analisti erano convinti che i prigionieri non avessero più informazioni da dare.

Giappone: rispetterà la sentenza su stop a caccia alle balene - video

Per gli ambientalisti una sentenza storica, dopo anni di battaglie, per il Giappone una netta sconfitta. Pur "profondamente deluso", l'impero del sol levante rispetterà la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia che obbliga Tokyo a cessare le attività di caccia alla balena nell'Antartico. "Siamo dispiaciuti per la decisione. In quanto Paese che rispetta lo stato di diritto e membro responsabile della comunità internazionale, il Giappone rispetterà la sentenza della Corte" ha dichiarato il capo di gabinetto Suga. Secondo molti, questa decisione manda un messaggio chiaro ai governi di tutto il mondo, gli occhi sono ora puntati sul Giappone affinché rispetti la sentenza. Un risultato importante ma Geert Vons, direttore di Sea Shepherd, invita a tenere alta la guardia. "La sentenza non protegge automaticamente le specie a rischio di estinzione. Esiste il pericolo che con un programma per la ricerca scientifica costruito un pò meglio, dal Giappone o da un altro Paese, la caccia alle balene possa riprendere" ha detto Geert Vons. La sentenza della corte dell'Aia è vincolante e non può essere appellata. Il caso era stato sollevato nel 2010 dall'Australia, che aveva denunciato il Giappone di fronte ai magistrati dell'Aia nel tentativo di bloccare un'attività commerciale, mascherata da spedizione scientifica. Secondo i dati di Canberra, dal 1988 il Giappone ha macellato oltre 10mila cetacei.


Fonte: TMNews
Via: AGI

Brindisi: estorsioni ed usura con tassi di interesse al 350%, 4 arresti

Quando il piccolo imprenditore brindisino ha chiesto aiuto a quelle persone "insospettabili", non immaginava di essersi messo nelle mani di veri e propri criminali specializzati nel prestare soldi a strozzo. Alla fine, dopo aver subito minacce e botte per essere "incoraggiato" a restituire i soldi con un tasso di interesse che oscillava tra il 200 e il 350 percento, l'uomo li ha denunciati. Nei giorni scorsi, al termine dell'operazione "Sanguisuga", gli uomini della Squadra mobile di Brindisi, su ordinanza di custodia del Gip presso la Dda di  Lecce, hanno arrestato quattro uomini, due di 73 anni, uno di 74 e l'ultimo di 52. Sono accusati di usura ed estorsione, con l'aggravante dal metodo mafioso. Infatti era come dei veri e propri mafiosi che gli indagati agivano. Tutti originari e residenti nel brindisino, i quattro "colletti bianchi" erano stati interpellati singolarmente dall'imprenditore, che in totale aveva avuto in prestito circa 200mila euro. Ma a causa degli altissimi tassi di interesse, quei soldi erano diventati una cifra insopportabile per lui. Dopo aver tentato invano di far fronte ai pagamenti, e dopo aver subito vessazioni di ogni genere nel tentativo di "convincerlo" a pagare, l'imprenditore si è rivolto alla polizia, denunciando i suoi aguzzini. Era il 19 luglio 2013, e da quel momento sono iniziate le indagini della Mobile. Interminabili appostamenti, pedinamenti, incrocio di dati e accertamenti patrimoniali hanno portato gli investigatori a far luce sulle attività di usura ed estorsione poste in essere dagli arrestati. A sostegno di quanto riferito dal denunciante sono stati sequestrati decine di assegni e matrici trovati in possesso dei presunti usurai. L'inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia perché si sospetta che le attività illegali siano finalizzate a favorire un'associazione di tipo mafioso. Su questo aspetto le indagini sono ancora in corso.

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