Sabrina Misseri mise in atto un abile e scaltro depistaggio sin dai primi minuti che seguirono l'omicidio della cugina, la quindicenne Sarah Scazzi. 'Innegabile' dunque, per il Tribunale del Riesame, il rischio di inquinamento delle prove da parte della 22/enne di
Avetrana, accusata con il padre, Michele Misseri, del delitto. Di qui la decisione di confermare la permanenza in carcere della ragazza secondo quanto si legge nelle 54 pagine di motivazione depositate oggi.Fonte: ANSA

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