La Procura di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 soggetti nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni" sugli affidi illeciti in Val d'Enza. I reati contestati sono, a vario titolo, abuso d'ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Visualizzazione post con etichetta Depistaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Depistaggi. Mostra tutti i post
Reggio Emilia, affidi dirottati in cambio di denaro: 24 rinvii a giudizio
Ustica, ministeri condannati per la strage: indennizzi per 31 familiari
Il Tribunale di Palermo ha condannato, con tre diverse sentenze, i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire trentuno familiari delle vittime di Ustica per complessivi 12 milioni di euro. Secondo i giudici della terza sezione civile, il disastro del volo Itavia
Strage di Bologna: Mattarella, l'Italia ha il dovere di non dimenticare
"Sono passati 35 anni da quando una terribile esplosione alla stazione di Bologna provocò la morte di ottantacinque persone e il ferimento di altre duecento, distruggendo affetti, progetti e speranze. L'attentato del 2 agosto del 1980 fu il culmine sanguinoso di una strategia stragista, mirante a scardinare la democrazia e le conquiste sociali dell'Italia repubblicana". E' quanto ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente della Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi. "La reazione degli italiani - ha continuato il Capo dello Stato - a partire dalla città di Bologna, fu decisa e compatta, con grande forza e dignità. E rappresentò, ancora una volta, l'argine più robusto contro ogni tentativo di destabilizzazione. Dopo lunghi anni di indagini difficili, contrassegnate da reticenze e tentativi di depistaggio, la magistratura, sostenuta dall'impegno e la tenacia dell'Associazione dei familiari delle vittime, ha concluso il suo iter processuale, pronunciando una sentenza definitiva. Su quella tragica vicenda permangono però ancora angoli bui, specie per quanto riguarda mandanti ed eventuali complici. L'auspicio è che la verità possa emergere nella sua interezza: la vostra battaglia, che riguarda anche l'introduzione del reato di depistaggio, costituisce un'importante risorsa". "L'Italia ha il dovere di non dimenticare quella strage e quelle vittime innocenti che fanno ormai parte integrante della memoria nazionale. In questo giorno di ricordo e di raccoglimento per l'Italia intera, desidero far giungere la solidarietà alla città di Bologna, saldo presidio di democrazia. Ai familiari delle vittime - ha concluso Mattarella - va la mia sincera partecipazione a un dolore immenso, che il trascorrere degli anni non può cancellare".
Fonte: Quirinale
Immagine: ANSA
Strage Ustica, Mattarella: perseverare nella ricerca di verità univoca
Occorre arrivare ad una verità "univoca" sulla tragedia di Ustica, anche rimuovendo le "troppe opacità" a livello internazionale che ancora circondano il caso dell'aereo civile dell'Itavia precipitato nel Tirreno nel 1980. A scriverlo il presidente della
Ustica/ Cassazione: si alla tesi missile, depistaggio accertato - video
La "significativa attività di depistaggio" attorno alla strage di Ustica deve considerarsi "definitivamente accertata". La Cassazione, a distanza di quasi 33 anni dal disastro, sembra dare giustizia ad Aldo Davanzali,, patron dell'Itavia, fallita sei mesi dopo il disastro del giugno del 1980. Ora la Terza sezione civile, sentenza 23933, ha accolto il ricorso degli eredi di Davanzali, disponendo un nuovo esame della vicenda davanti alla corte d'appello di Roma. "Risulta oltretutto perfino irrilevante ricercare la causa effettiva del disastro, nonostante la tesi del missile sparato da aereo ignoto, la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai ministeri della difesa e dei trasporti, risulti ormai consacrata pure dalla giurisprudenza" della Cassazione. Scrivono così i supremi giudici in un passaggio con la quale hanno disposto un nuovo processo per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia. Ai Davanzali, che avevano fatto ricorso, la Corte di appello di Roma, sia in primo che in secondo grado, aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi. Gli eredi di Davanzali si sono battuti con successo in Cassazione, insistendo "nella prospettazione del depistaggio - mediante omertà e menzogna - sulla tesi del cedimento strutturale del velivolo".
Strage via D'Amelio, spunta video censurato falso pentito Scarantino
Uno scoop avrebbe potuto fermare il gigantesco depistaggio attorno all'eccidio di via d'Amelio. Il 26 luglio 1995, tre anni dopo la morte di Paolo Borsellino, Vincenzo Scarantino telefonò alla redazione di Studio Aperto e denunciò di essere un falso pentito, di essersi inventato tutto sulla strage Borsellino dopo le torture subite. Ma poche ore dopo la messa in onda di quello scoop, durante il telegiornale di Italia Uno, la polizia sequestrò tutte le cassette in cui era contenuta l'intervista. E lo scoop scomparve. Come si legge su Repubblica, negli archivi dei pm di Caltanissetta non si trova neanche il fascicolo originale del sequestro di quella video-cassetta. Adesso, il documento è stato ritrovato casualmente negli archivi di Studio Aperto. In una seconda parte dell'intervista il falso pentito parla delle torture subite in carcere: "A me a Pianosa mi fanno urinare sangue. A me facevano delle punture di penicillina, mi stavano facendo morire a Pianosa...". Nell'autunno del 2011, la procura di Caltanissetta ha aperto un'inchiesta sul depistaggio che avrebbe portato alla condanna di "innocenti" nel processo per l'uccisione del giudice Borsellino e della sua scorta. L'inchiesta è nata da una serie di dichiarazioni di collaboratori di giustizia e dalla clamorosa ritrattazione di Scarantino. La procura indaga su tre "funzionari dello Stato" accusati di calunnia, perché avrebbero suggerito a Scarantino la testimonianza.
Etichette:
Attentati,
Calunnie,
Censura,
Collaboratori di giustizia,
Depistaggi,
Falsa testimonianza,
Interviste,
Mafia,
Pentiti,
Pm,
Processi,
Procure,
Stragi,
Telefonate,
Testimoni,
Testimonianze,
Tg,
Torture,
Video
Strage di Capaci 20 anni dopo, verità ancora non venuta a galla - video
Alle 17:58 del 23 maggio 1992 moriva Giovanni Falcone. Sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, Cosa Nostra fece saltare in aria l’auto su cui viaggiava il magistrato antimafia, sua moglie Francesca Morvillo
Melania: per Cassazione Parolisi è pericoloso, no alibi e ha depistato
Salvatore Parolisi è "pericoloso", è senza un alibi e ha depistato le indagini. Lo scrive la Cassazione nello spiegare perché, il 28 novembre, ha negato la scarcerazione del caporalmaggiore. Nei confronti di Salvatore Parolisi è stata individuata una "pericolosità specifica sia processuale che criminale desumibile, oltre che dalla particolare gravità ed efferatezza del delitto contestato, anche dal depistaggio posto in essere successivamente (con la messa in scena della siringa) e il deturpamento del cadavere", scrive la Prima sezione penale della Cassazione, nello spiegare perché ha detto no alla scarcerazione del caporalmaggiore, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, avvenuto il 18 aprile scorso. Parolisi, dice la Cassazione nelle motivazioni contenute nella sentenza 2136, "non ha un alibi". "Occorre considerare - scrivono i supremi giudici - che risultando incontestato nel presente giudizio il dato fattuale secondo cui l'omicidio della Rea venne sicuramente commesso in Ripe di Civitella, nel luogo stesso in cui fu rinvenuto il cadavere della vittima, non sembra seriamente confutabile che a tali dichiarazioni dell'imputato, in quanto dirette a sostenere che all'ora in cui si assume che il reato sia stato commesso egli si trovasse 'altrove', in tutt'altra localita', possa, a ragione, attribuirsi il significato dell'indicazione di un alibi".
Via: Adnkronos
Via d'Amelio, il Pg di Caltanissetta chiede revisione dei due processi
Il Procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, ha chiesto la revisione dei processi "Borsellino" e "Borsellino-bis" contro i presunti autori della strage di via d'Amelio. Undici in tutto gli imputati, di cui sette già condannati all'ergastolo. La richiesta avanzata alla
Etichette:
Autobombe,
Collaboratori di giustizia,
Corte d'Appello,
Depistaggi,
Dichiarazioni,
Ergastoli,
Imputati,
Investigatori,
Mafia,
Pentiti,
Pg,
Processi,
Revisione processi,
Stragi,
Verbali
Rea: scoperto sentiero dell'assassino, a caccia dei vestiti di Parolisi
I pm di Teramo sono convinti di aver trovato il percorso che l’assassino di Melania Rea sarebbe tornata sul luogo del delitto per deturpare il corpo della donna con la svastica e tutto il resto. Questo il risultato del sopralluogo del pm Davide Rosati a Ripe di Civitella, una visita per focalizzare ancora di più quelli che sono stati gli ultimi istanti della 29enne originaria di Somma Vesuviana. Un piccolo sentiero pedonale sarebbe proprio dietro il chioschetto di legno, a due passi da dove giaceva il cadavere, una stradina stretta e quasi totalmente nascosta dalle radure, un itinerario ideale per l’assassino. E dopo aver perlustrato il sentiero, i Pm sono convinti che Salvatore Parolisi abbia agito da solo, sia nell'uccidere sia nello sfregiare il cadavere della moglie. Ma ora gli inquirenti stanno cercando, nel guardaroba di Parolisi, possibili abiti insanguinati o vestiti che il caporalmaggiore abbia omesso di consegnare agli inquirenti. I magistrati, in particolare, sarebbero convinti che i pantaloncini e la maglietta che Parolisi indossava a Colle San Marco quando denunciò la scomparsa della moglie erano troppo leggeri per la temperatura rigida di quel giorno e per l'altitudine del luogo.
Fonti: Il Resto del Carlino, Il Centro
Omicidio Borsellino, aperta nuova inchiesta per depistaggio
La procura di Caltanissetta ha deciso di aprire un'inchiesta sul depistaggio, che avrebbe portato alla condanna all'ergastolo di 7 innocenti, nel processo per l'uccisione del giudice Borsellino e della sua scorta nel luglio del 1992. Al centro del fascicolo
Maxi risarcimento per morti Ustica, verità riparte da sentenza
Quattro anni dopo i primi risarcimenti per la strage di Ustica, il giudice ha nuovamente condannato lo Stato - e stavolta per oltre 100 milioni di euro - a risarcire 81 parenti di una quarantina di passeggeri che persero la vita sull' Itavia Bologna - Palermo. La sentenza del
Sarah: da Sabrina abile depistaggio, rischio di inquinamento prove
Sabrina Misseri mise in atto un abile e scaltro depistaggio sin dai primi minuti che seguirono l'omicidio della cugina, la quindicenne Sarah Scazzi. 'Innegabile' dunque, per il Tribunale del Riesame, il rischio di inquinamento delle prove da parte della 22/enne di
Iscriviti a:
Post (Atom)










