Ancora bombe e missili sulla Libia nel secondo giorno dell'operazione "Odissey Dawn" della coalizione internazionale, che ha visto la prima missione anche di caccia italiani al fianco dei jet statunitensi, britannici e francesi. "Da oggi i nostri aerei compiranno azioni", ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. E poco dopo le 20, sono decollati i primi Tornado dalla base di Trapani Birgi, sede del 37esimo stormo dell'Aeronautica militare: sei in tutto gli aerei italiani partiti per la Libia e rientrati poco dopo le 22:30. "Non siamo entrati in guerra, è un'operazione dell'Onu", ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In serata gli Stati Uniti hanno fatto sapere che le forze della coalizione non hanno l'obiettivo di dare la caccia a Gheddafi e che finora non risultano vittime civili degli attacchi occidentali. Testimoni riferiscono tuttavia di una forte esplosione in serata a Tripoli nelle vicinanze del bunker del Colonnello, da dove si alza una colonna di fumo. Dopo l'esplosione, l'ammiraglio William Gortney ha ribadito in una conferenza stampa al Pentagono che ''Gheddafi non è nella lista dei bersagli delle forze della coalizione''. Acquisito dall'Aeronautica militare a partire dal 1982, il Tornado (MRCA - Multi Role Combat Aircraft) è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ali a geometria variabile (possono aprirsi e chiudersi adattandosi alle condizioni di volo) e capacità "ognitempo". E' progettato per volare a bassissima quota a velocità supersoniche (Mach 1.2) ma è capace di prestazioni bisoniche ad alta quota. Sviluppato e costruito dalla Panavia Aircraft, il Tornado volò per la prima volta il 14 agosto 1974 ed è stato usato in azione dalla RAF, dall'Aeronautica Militare e dall'aeronautica militare dell'Arabia Saudita nella guerra del Golfo. È stato prodotto in 1001 esemplari.
Via: ANSA
Foto: ANSA

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