I carabinieri cercano una piccola monovolume di colore scuro. L'auto pirata che la scorsa notte sulla statale Padana Superiore vicino a Gorgonzola ha travolto e ucciso una ragazza di sedici anni, Beatrice Papetti, che stava rientrando a casa in bicicletta insieme al cugino rimasto illeso. L'auto andava così forte che tra il luogo dell'impatto e dove è stata trovata la bicicletta della ragazzina ci sono più di settanta metri. Tra i primi ad accorrere sul posto Nerio Papetti, il padre della ragazza, anche l'altra sera impegnato in un servizio di volontariato alla guida di un'ambulanza poco lontano, che ha assistito all'inutile tentativo di rianimazione della figlia da parte dei suoi colleghi. Beatrice che non ha mai ripreso conoscenza è morta prima di arrivare in ospedale. "Io spero che lo prendano. Questo non mi restituirà mia figlia ma non si fa così. Questo criminale si consegni. Io faccio il volontario sulle ambulanze e gli dico: fermati perché quando investi una persona non puoi non avere la coscienza di fermarti e invece andare via". Oltre al dolore per la morte della studentessa, tra gli abitanti della zona è scoppiata anche la polemica per la mancanza di sicurezza. La ragazza e il cugino non erano sulle strisce pedonali e hanno attraversato in un punto in cui c'è poca visibilità a causa della scarsa illuminazione. Le indagini dei carabinieri di Cassano d'Adda si stanno concentrando sul recupero dei filmati di alcune telecamere di videosorveglianza che si troverebbero prima e dopo il tratto stradale dove è avvenuto l'impatto.
Fonte: La Stampa

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